Incendio e paura al bacino idrico di Altolà
San Cesario. A dare l’allarme turisti Usa. Cortocircuito di un’autoclave, salvo un deposito carburante
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SAN CESARIO. Incendio domenica scorsa presso il bacino idrico di Altolà di San Cesario, in via Graziosi.
Tutto è cominciato verso le 14. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, le fiamme sono divampate in seguito a un corto circuito in un autoclave, e poi il fuoco si è presto esteso alle zone circostanti, arrivando a sfiorare un deposito agricolo di attrezzi e di carburante. La curiosità, è che i primi a dare l’allarme sono stati alcuni cittadini americani, che alloggiavano presso il bed and breakfast Old Black Balsamic di Marco Costa.
A confermarlo è stato proprio lo stesso Costa, che ha riferito: «Non conosco ancora con certezza le cause che hanno determinato il rogo. Si dice un corto circuito, ma non ne sono sicuro. Le fiamme sono comunque divampate attorno al bacino idrico e hanno toccato circa 8000 metri quadrati di terreno, coinvolgendo anche un filare di duroni. Fortunatamente, non hanno toccato un deposito di attrezzi e carburante che ho nei pressi. Io ero fuori casa in quel momento, e i primi a dare l’allarme sono stati dei turisti americani che alloggiavano nel mio bed and breakfast».
Complessivamente, i vigili del fuoco hanno impiegato circa due ore nelle operazioni di spegnimento del rogo. Contestualmente all’incendio, è venuta a mancare l’energia elettrica al quartiere circostante. Sulla questione è intervenuto anche il consigliere di opposizione Francesco Sola, che dice: «In quel bacino idrico che non funziona, ora avvengono anche incidenti che possono causare ingenti danni alle aziende confinanti. Se quel luogo appartiene al paese, essendo pubblico, deve essere ridato al paese e ai suoi cittadini, magari trasformato in un’oasi adibita alla pesca, al bird watching o ad altre attività legate alla natura». (m.ped.)
Tutto è cominciato verso le 14. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, le fiamme sono divampate in seguito a un corto circuito in un autoclave, e poi il fuoco si è presto esteso alle zone circostanti, arrivando a sfiorare un deposito agricolo di attrezzi e di carburante. La curiosità, è che i primi a dare l’allarme sono stati alcuni cittadini americani, che alloggiavano presso il bed and breakfast Old Black Balsamic di Marco Costa.
A confermarlo è stato proprio lo stesso Costa, che ha riferito: «Non conosco ancora con certezza le cause che hanno determinato il rogo. Si dice un corto circuito, ma non ne sono sicuro. Le fiamme sono comunque divampate attorno al bacino idrico e hanno toccato circa 8000 metri quadrati di terreno, coinvolgendo anche un filare di duroni. Fortunatamente, non hanno toccato un deposito di attrezzi e carburante che ho nei pressi. Io ero fuori casa in quel momento, e i primi a dare l’allarme sono stati dei turisti americani che alloggiavano nel mio bed and breakfast».
Complessivamente, i vigili del fuoco hanno impiegato circa due ore nelle operazioni di spegnimento del rogo. Contestualmente all’incendio, è venuta a mancare l’energia elettrica al quartiere circostante. Sulla questione è intervenuto anche il consigliere di opposizione Francesco Sola, che dice: «In quel bacino idrico che non funziona, ora avvengono anche incidenti che possono causare ingenti danni alle aziende confinanti. Se quel luogo appartiene al paese, essendo pubblico, deve essere ridato al paese e ai suoi cittadini, magari trasformato in un’oasi adibita alla pesca, al bird watching o ad altre attività legate alla natura». (m.ped.)
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