Gazzetta di Modena

Modena

Io lavoro/ Modena: «Nuovo lavoro dopo i 50? Sì può, puntate sulle passioni»

di Serena Fregni
Io lavoro/ Modena: «Nuovo lavoro dopo i 50? Sì può, puntate sulle passioni»

Paolo e Daniele hanno cambiato occupazione con il progetto “Hope Disorder” «Operiamo nella moda, cercando dei capi di ricerca in giro per l’Europa»

4 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.15414652:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/io-lavoro-hope-disorder-quando-l-hobby-diventa-lavoro/78035/78598]]

MODENA. Cambiare. Spesso una scelta difficile, a volte necessaria. Soprattutto quando si ha 50 anni si deve fare i conti con il mercato del lavoro odierno, che tende ad escludere piuttosto che integrare. Questa è la storia di due amici, oggi 50enni che si sono ritrovati professionalmente e alcuni anni fa hanno deciso di diventare soci di un negozio di abbigliamento. Loro sono Daniele Carboni, 29 anni passati a lavorare presso un’azienda modenese e Paolo Venturelli, che ha deciso di cambiare dopo svariati lavori tra cui il commesso. Oggi li potete trovare nel loro negozio “Hope Disorder” di Corso Canalchiaro alle prese con capi di ricerca, esperienza e sempre con la voglia di imparare. «Non c’è una ricetta per la felicità - raccontano - ma se fai diventare la tua passione il tuo lavoro allora sei già sulla buona strada». Un’intesa tangibile, una stima reciproca, una grande passione per la moda e quando si parla del salto lavorativo a 50 anni non esitano a rispondere: «Non tentare sarebbe stato peggio. Oggi non torneremmo indietro per nulla al mondo».
Come è nata l’idea di mettervi in società e partire con una nuova avventura?
Paolo: «Una sera parlando ci siamo detti: ma perché non creiamo qualcosa di nostro, dove possiamo davvero essere noi stessi e trasmettere la nostra passione per la moda anche agli altri. Così è stato».
Daniele: «La voglia era tanta, quella di andare in giro, fuori anche dai canali classici dove andare a prendere spunto. Noi facciamo molte fiere anche all’estero, ci siamo buttati e abbiamo deciso che questa sarebbe stata la nostra nuova strada. È sempre stata la nostra passione e quindi la decisione è venuta da sé».
Da dove si parte per intraprendere un passo del genere? Daniele: «Per me dal pensiero che bisogna anche continuare e tenerli vivi i propri hobby e le proprie passioni. In particolare dopo aver lavorato per tanti anni in un’azienda dove di moda c’era ben poco. Adesso invece la moda è il mio lavoro e continua ad essere la mia passione».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.15414095:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.15414095:1650044821/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Paolo: «Credo dalla voglia di fare e trasmettere agli altri la tua passione. Io avevo aperto da solo nel 2010 dopo tanti anni da commesso, un lavoro che mi piaceva ma volevo avere il mio negozio, dove poter scegliere e decidere cosa vendere. In questi anni, prima avevamo solo abbigliamento femminile poi, anche con l’arrivo di Daniele ci siamo ingranditi aggiungendo anche l’abbigliamento maschile».
Affrontare la dura realtà del mondo lavoro e cambiare settore a 50 anni, si può fare?
Daniele: «Si, ci vuole molto impegno. Io uscivo da una situazione, l’azienda in cui lavoravo prima, dove non c’era più niente da perdere quindi mi sarei dovuto reinventare. Ovviamente si cambia completamente vita. Io ho due figli, avevo lo stipendio fisso ogni mese, una sicurezza importante. Però poi capisci che hai fatto la scelta giusta quando guardi il negozio ed è come lo volevi tu. Noi abbiamo il nostro stile, che cerchiamo di trasmettere: fatto di capi di ricerca e di cura del cliente che accogliamo sempre a braccia aperte».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.15414097:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.15414097:1650044821/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Come definireste oggi la vostra vita e l’esperienza che state affrontando?
Daniele: «Siamo rinati, siamo felici, ovvio che ci sono anche i giorni no ma questa è la vita e in ogni settore lavorativo si passano questi momenti”.
Paolo: “Non solo dal punto di vista professionale ma anche umano è un’esperienza straordinaria. Il cliente si affeziona e torna e per noi è una grande soddisfazione perché vuol dire che siamo riusciti nel nostro lavoro. Si crea un rapporto di amicizia e fiducia».
Come si supera il problema del ricollocamento per i 50enni e il provare a seguire i propri sogni, anche per quanto riguarda i giovani?
Daniele: «Allora il problema del ricollocamento dei cinquantenni è che pensano sempre che gli hobby restino tali. Dal teatro, alla musica fino alla moda. Invece vedendo anche all’estero come funziona ci rendiamo conto che è possibile. Ai cinquantenni direi proprio questo: cercate di seguire quello che vi piace. Il giovane invece se non ha le spalle coperte dai genitori non ce la fa oggi. Però anche a loro mi sentirei di dire di provarci lo stesso, un modo si trova. Hanno l’età giusta per lanciarsi e inseguire i loro sogni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google