«C’è una ricostruzione lenta e sotto inchiesta»
Forza Italia, Cinque Stelle e Sisma.12 mostrano numeri amari del dopo sisma «La retorica delle celebrazioni nasconde la realtà: infiltrazioni e fondi bloccati»
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È evidente che il dopo sisma ha due volti e nella politica ognuno racconta il suo. Celebrativo, ottimistico, additato ad esempio per l’Italia quello andato in scena anche mercoledì. Problematico, beffardo nei numeri e assai più crudo quello raccontato ieri dalle forze politiche diverse dal Pd. L’edilizia pubblica è ancora lenta, mancano 450 milioni e non siamo ancora riusciti a spendere un miliardo. Mafia, cumuli di amianto e cemento depotenziato le parole bandite dalle celebrazioni. È il ritratto che Forza Italia dipinge a 5 anni dal maggio 2012, il giorno dopo la visita del presidente Mattarella. «La ricostruzione degli edifici pubblici e dei centri storici viaggia a rilento. Soprattutto per le opere pubbliche pur avendo a disposizione soldi, la regione non è riuscita ancora a spenderli», evidenziano in una nota Antonio Platis e Mauro Neri di Forza Italia, che fanno seguito alle critiche mosse dall’onorevole finalese Vittorio Ferraresi (Cinque stelle), a quelle di imprenditori in difficoltà e di associazioni dei cittadini, tipo Sisma.12.
«La realtà vede, da oltre un anno, un miliardo e 70 milioni di euro non spesi dalla regione soprattutto per la mancanza di progetti e senza cantieri significativi aperti. Una realtà dove mancano 450 milioni per il completamento, sulla carta delle opere pubbliche». Platis e Neri citano anche “l’inchiesta Aemilia", con «i boss che operavano direttamente con il loro personale all’interno dei cantieri e con casi come quello delle nuove medie Frassoni, mai aperte perché al centro dell'inchiesta sull’uso del cemento depotenziato o i malcelati depositi più o meno abusivi di amianto».
«Pur ringraziando quanti si sono impegnati, sono enormemente sconfortato dai numeri della ricostruzione», queste sono le parole del Deputato Vittorio Ferraresi. Poi Ferraresi, dopo avere sciorinato dati meno celebrativi sulla ricostruzione, insiste sui casi delle inchieste giudiziarie del post sisma: «Aemilia e Cubetto, sulle quali non dobbiamo mai far calare l’attenzione. Gli anticorpi non sono arrivati dalle amministrazioni, ma dalla magistratura, forze dell’ordine e cittadini attenti, senza dimenticare anche il processo Meta di San Felice che molto probabilmente non vedrà la luce».
«Trovo invece intollerabili i trionfalismi di certi politici Pd, che forse vivono su un altro pianeta, sui successi della ricostruzione. Ma a riportarli a terra ci stanno già pensando i tanti cittadini che vivono sulle terre stressate dal sisma e che non si fanno prendere per in giro: nessuno deve essere lasciato indietro, a maggior ragione se ha subito un terremoto».
«Dicono che sia una ricostruzione equa e veloce, ma i fatti smentiscono la retorica di regime», commenta Sisma.12.
«Già dal 2014 eravamo al 60% secondo la favola regionale, questi continuano a fare affermazioni convinti che nessuno legga i dati ufficiali che loro stessi forniscono. L'arroganza è tanta - commenta sarcastico Aureliano Buendia - Abitazioni e attività commerciali: le cifre indicano le percentuali reali. 2.118 miliardi concessi sono un sesto dei 12 miliardi di danno stimato. e un terzo dei 6.6 miliardi stanziati. Altro che trionfalismi del modello bonacciniano».
«La realtà vede, da oltre un anno, un miliardo e 70 milioni di euro non spesi dalla regione soprattutto per la mancanza di progetti e senza cantieri significativi aperti. Una realtà dove mancano 450 milioni per il completamento, sulla carta delle opere pubbliche». Platis e Neri citano anche “l’inchiesta Aemilia", con «i boss che operavano direttamente con il loro personale all’interno dei cantieri e con casi come quello delle nuove medie Frassoni, mai aperte perché al centro dell'inchiesta sull’uso del cemento depotenziato o i malcelati depositi più o meno abusivi di amianto».
«Pur ringraziando quanti si sono impegnati, sono enormemente sconfortato dai numeri della ricostruzione», queste sono le parole del Deputato Vittorio Ferraresi. Poi Ferraresi, dopo avere sciorinato dati meno celebrativi sulla ricostruzione, insiste sui casi delle inchieste giudiziarie del post sisma: «Aemilia e Cubetto, sulle quali non dobbiamo mai far calare l’attenzione. Gli anticorpi non sono arrivati dalle amministrazioni, ma dalla magistratura, forze dell’ordine e cittadini attenti, senza dimenticare anche il processo Meta di San Felice che molto probabilmente non vedrà la luce».
«Trovo invece intollerabili i trionfalismi di certi politici Pd, che forse vivono su un altro pianeta, sui successi della ricostruzione. Ma a riportarli a terra ci stanno già pensando i tanti cittadini che vivono sulle terre stressate dal sisma e che non si fanno prendere per in giro: nessuno deve essere lasciato indietro, a maggior ragione se ha subito un terremoto».
«Dicono che sia una ricostruzione equa e veloce, ma i fatti smentiscono la retorica di regime», commenta Sisma.12.
«Già dal 2014 eravamo al 60% secondo la favola regionale, questi continuano a fare affermazioni convinti che nessuno legga i dati ufficiali che loro stessi forniscono. L'arroganza è tanta - commenta sarcastico Aureliano Buendia - Abitazioni e attività commerciali: le cifre indicano le percentuali reali. 2.118 miliardi concessi sono un sesto dei 12 miliardi di danno stimato. e un terzo dei 6.6 miliardi stanziati. Altro che trionfalismi del modello bonacciniano».
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