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prima modenese alla 100 km passatore 

Dalla moda allo sport l’impresa podistica di Lorena Incerti 

Dalla moda allo sport l’impresa podistica di Lorena Incerti 

Correre significa molto di più di uno sforzo fisico. Lo sanno bene tutti i professionisti e anche gli appassionati di questa disciplina sportiva, grande metafora della vita in cui ogni ostacolo...

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Correre significa molto di più di uno sforzo fisico. Lo sanno bene tutti i professionisti e anche gli appassionati di questa disciplina sportiva, grande metafora della vita in cui ogni ostacolo affrontato e superato rappresenta una vittoria personale.
Simbolo di questi valori è la carpigiana Lorena Incerti dell’Atletica Cibeno, stilista per marchi importanti e titolari di negozi d’abbigliamento e accessori in centro. Lorena ha affrontato e vinto la sfida della 100 km del Passatore, la lunga competizione partita lo scorso fine settimana da via de’ Calzaiuoli a Firenze, arrivata in piazza del Popolo a Faenza. E ha tagliato il traguardo soprattutto grazie alla grinta inossidabile e alla forza di volontà adrenalinica. Arrivando prima tra i modenesi con un tempo di 13 ore, 19 minuti e 40 secondi. «Da questa esperienza ho scoperto che, va bene la preparazione, ma la forza di volontà è tutto - racconta Lorena, ancora emozionata per aver tagliato il traguardo - Ho staccato la mente dal corpo. Il mio pensiero è stato arrivare a testa alta per correre ancora più forte durante gli ultimi due chilometri. E, negli ultimi tratti, non sentivo più il dolore che ho iniziato ad accusare dopo 60 chilometri. E non pensavo che ne mancavano ancora 40: dovevo affrontarne 10 per quattro volte... Ho avuto un momento di crisi durante la salita ripidissima al passo della Colla, al 48esimo chilometro. Ma io correvo guardando il cielo stellato: in quei momenti sei solo con te stesso. Sono partita con qualcuno che conosco, ma l’ho perso durante il percorso. Dal punto di vista fisico, il segreto per arrivare fino alla fine è stato andare piano i primi 30 chilometri, per tenere il carburante per gli ultimi tratti. Quando ero da sola, al buio con la mia torcia, e pensavo alle bimbe che mi aspettavano a casa, all’obiettivo da raggiungere. Questa esperienza credo rimarrà unica per me. Almeno una volta nella vita desideravo provarla. Superare una prova del genere è la dimostrazione che ce la puoi fare. Io mi ritengo una donna normale». Eppure correre ininterrottamente per 100 chilometri ha di certo qualcosa di straordinario.
« Correre fino al traguardo richiede grande forza interiore. Una volontà dell’anima più che del corpo - conclude Lorena - Chi si è fermato durante il tragitto probabilmente ha ascoltato di più il fisico rispetto alla propria interiorità».
Serena Arbizzi

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