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Immigrazione, mezzo secolo di evoluzioni 

Immigrazione, mezzo secolo di evoluzioni 

Il 6 giugno sarà presentato lo studio universitario: «Nel 2004, il 56% dei residenti non era nato qui»

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Il laboratorio di storia delle migrazioni, appartenente al dipartimento di studi linguistici e culturali dell’università di Modena e Reggio Emilia, ha avviato lo scorso anno il progetto di ricerca “Il posto di chi arriva: l’eredità culturale dell'immigrazione nella biografia storica del distretto ceramico”. E i risultati verranno esposti in un incontro pubblico il 6 giugno.
A presentare il progetto saranno Antonio Canovi e Giuseppe Morrone. L'iniziativa è stata resa possibile grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio e ai Comuni di Sassuolo, Maranello, Fiorano e Modena, con l'obiettivo di approfondire le radici del territorio.
I temi principali saranno il fenomeno dell'immigrazione, i cambiamenti che questo ha subito dalle prime ondate degli anni ’60-’70 alla fine degli anni ’90 e le differenze che esistono tra immigrazioni interne e provenienti dall’estero.
«È nostro compito - ha detto, durante l’incontro di presentazione del progetto, la vice sindaco Maria Savigni - approfondire il fenomeno dell’immigrazione e capire quanto questo incida anche sul territorio e sugli spazi urbani. Ci teniamo a far conoscere a più persone possibili questi studi, in modo particolare vorremmo portare il progetto nelle scuole per fare capire ai ragazzi le problematiche e le straordinarie opportunità offerte dai fenomeni migratori».
Marco Biagini, vicesindaco di Fiorano, ha aggiunto che “purtroppo le immigrazioni sono spesso viste in chiave negativa, mentre è realtà che queste abbiano più volte portato ricchezza al territorio, che è cresciuto e cambiato, come è avvenuto nel nostro distretto”.
La novità dello studio, hanno spiegato i ricercatori, è l’aver unito i dati quantitativi alle storie di vita delle 35 testimonianze scelte e l’aver associato uno studio storico (immigrazione passata e presente) ad uno comparativo. «Questo territorio ha saputo offrire nei decenni un’ottima accoglienza, stimolando i nuovi arrivati a rimanere, a farsi qui una vita - ha spiegato Giuseppe Morrone - e per capirlo basta un dato: nel 2004 ben il 56% della popolazione residente non era nata nei paesi del distretto ceramico».
Antonio Canovi ha ricordato infine che “non possono esistere modelli che diano risposte definitive, ma è necessario ricordare che dietro alla scelta di lasciare la propria casa per un paese lontano ci sono sempre tante motivazioni”.
La prima iniziativa proposta per presentare il lavoro svolto alla cittadinanza sarà quindi il 6 giugno con le testimonianze di vari immigrati, italiani e non. L’appuntamento è alle 18.30 nella sala del consiglio. Per l’occasione, inoltre, verrà presentata la mostra fotografica Cultural Heritages/Volti nel Paesaggio.
Eleonora Alboresi

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