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Modena, alveare nel parco sui Viali: passeggiata chiusa

Modena, alveare nel parco sui Viali: passeggiata chiusa

La api hanno preso possesso di un albero in viale Martiri  Operazioni complesse per rimuoverle. Boom di casi in città

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MODENA. Fuori programma ieri al parco della Rimembranza lungo i viali per la “spettacolare” presenza di migliaia di api che si erano assiepate lungo il tronco di un albero. E non è l’unico caso: nei giorni scorsi infatti sono state numerose le segnalazioni alla Municipale e ai Vigili del fuoco della presenza di grossi sciami in case private ma anche in largo Muratori a Modena, al cimitero di Lesignana, a Formigine.

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In tarda serata il problema di questa presenza di api al parco dei viali, all’angolo con via Saragozza, non si era ancora risolto: l’area è stata intanto transennata ed è intervenuto l’apicoltore di Lesignana Luca Serri. Si vogliono infatti evitare altri problemi visto che le api possono anche essere pericolose per alcune categorie di cittadini e in generale per tutti quanti subiscano una dolorosa puntura. Il motivo di queste api “ostiche” al parco, che le api non si staccano dall’albero è presto detto: la loro regina, capace di produrre migliaia di uova al giorno, si è inserita in una cavità del tronco profonda decine di centimetri.

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«Ho lavorato tutto ieri - spiega Serri - ma non c’è stato nulla da fare, non sono neppure riuscito a intravvedere la regina neppure con le strumentazioni che ho. Il problema è che la cavità è davvero profonda ed è larga cinquanta centimetri con migliaia di insetti assiepate lungo il tronco e all’interno». A quanto pare una situazione ideale per questi piccoli animali: «Sì - continua l’esperto - perché le api hanno proprio l’istinto di seguire la regina, meglio se lei si inserisce in una cavità protetta. In passato proprio per questo venivano allevate nelle cavità degli alberi. Ho cercato di togliere di mezzo alcune migliaia di api mettendole su un’arnia, ma appena si sono accorte che mancava la regina se ne sono tornate sull’albero in cerca del loro capo capace di produrre 2mila ore al giorno».

Alla fine l’unica soluzione, non definitiva: «Ieri sera - conclude Serri - ho legato a 4 metri d’altezza sull’albero un cassettino portasciami composto da telai con miele e odore di vecchie regine. In questo modo spero si trasferiscano, ma proprio non ho visto che regina che è più lunga delle sue sorelle e appunto ha un addome lunghissimo pieno di uova». Non è un bel periodo per le api che, secondo gli esperti, soffrono anche per un acaro che le indebolisce fino a fare collassare le famiglie
Stefano Luppi

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