Modena, con “Artigiani della vita” I giovani scoprono mestieri di ieri e oggi
I locali di “Arreda partner” trasformati in circolo culturale Un luogo del fare, creare, tramandare sapere e manualità
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MODENA. Apre i battenti a Modena una nuova realtà culturale, il circolo “Artigiani della vita”, associazione senza scopo di lucro ma con l’obiettivo di trasmettere la passione e con alla base l’esigenza di sostenere ogni iniziativa e attività. Uno spazio che non vuole essere solo un luogo di ritrovo ma dove ogni persona che varcherà l’ingresso potrà trovare uno scambio della propria conoscenza ed esperienza messa al servizio di altri. Sabato 3 giugno, per l’occasione si terrà una giornata di apertura, con esposizioni, spettacoli, conferenze e presentazione di tutte le attività con la partecipazioni anche di concertisti, cantanti, attori e artisti. Il circolo prende vita nella “casa” del falegname modenese Domenico Carvelli a “Arreda Partner” in via Scanaroli 45, un luogo che respira di lavoro, di arte, cultura ma soprattutto un luogo del fare e del creare, come le attività che il circolo svolgerà all’interno.
Si va dal corso di falegnameria, alla fotografia, cucina e nutrimento, canto eufonico per trovare la vera essenza di ogni voce, “Uomini e immagini”, un momento per guardare un film insieme, danze dal mondo, viaggi culturali, mercato delle spezie, racconta storie, tessitura e macramè e giovani movida, incontri settimanali a ritmo dei tempi giovani. Un’idea che Carvelli ha realizzato insieme alla dott.ssa e omeopata di fama internazionale, Maria Gloria Alcover Lillo. “Qui - racconta Carvelli - nella mia identità, a casa mia insieme alla dott.ssa Lillo abbiamo deciso di mettere in campo un progetto che celebra la passione per il proprio lavoro, i mestieri, dove poter condividere idee, pensieri, e realizzare le proprie iniziative stando insieme ma soprattutto progettando insieme”.
Un circolo che, attraverso le tante attività, non vuole essere solo un punto di aggregazione ma uno spazio dove le persone decidono di partecipare attivamente, condividendo saperi, come spiega la dott.ssa Alcover Lillo: “Parte del progetto prende piede dalla convinzione che l’essere umano oggi non ha gli strumenti per ricostruire la vita, le nostre conversazioni prendono vita da questo concetto, siamo arrivati quindi al concepimento di questo progetto, dal tessere e tessitrici ai pensatori, cantanti, musicisti, gente che da tantissimi anni sta lavorando per l’umanità ed è una cosa molto preziosa”.
Questo è il punto di partenza, continua la dott.ssa per realizzare la casa degli artigiani della vita: “E’ una continuità, come Domenico porta avanti il mestiere di famiglia da generazioni, oggi ci sono mestieri appassionanti come per esempio le tessitrici, un mestiere che appartiene all’essere umano da tutta la vita”. Le attività saranno il modo per iniziare a fare gruppo, un aspetto fondamentale di tutto il progetto: “Fare gruppo - aggiunge la dott.ssa - come ricostruzione della vita assieme”. La vita come racconto ma anche come sapere e condivisione, come racconta Domenico: “Siamo tutte persone che hanno attraversato la vita e a un certo punto ti chiedi come puoi far sì che tutto questo non scompaia, viviamo in una società che divora qualsiasi cosa e soprattutto come puoi fare qualcosa di credibile e la casa comune ci sembrava l’idea migliore, da dove iniziare un cammino per imparare, sbagliando e riprovando, come nel mestiere del falegname, per una finalità che è semplice, cercare di rivolgersi ai giovani e fargli capire chi sono e da dove vengono, se vuoi sapere dove vai devi anche sapere da dove vieni”.
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