Gazzetta di Modena

Modena

Offese Ferraresi: socialista imputato 

Offese Ferraresi: socialista imputato 

Esponente del Psi pubblicò su Fb commenti pesanti contro il deputato grillino

3 MINUTI DI LETTURA





È iniziato ieri mattina al Tribunale di Modena il processo contro un esponente del Psi calabrese accusato di aver diffamato su Facebook l’onorevole M5S Vittorio Ferraresi. L’imputato si era lasciato andare ad espressioni offensive e fin troppo colorite contro il deputato “grillino” modenese, dopo che questi era intervenuto in Parlamento commemorando Giancarlo Siani, il giornalista napoletano ucciso dalla camorra nel 1985, ricordano che l’emergenza camorra era prioritaria come quella della ‘ndrangheta. Il riferimento alla mafia calabrese, secondo l’imputato del tutto fuori luogo, ha dato la stura a una sua sequela di offese giudicate gravi non solo dal deputato ma anche dal gip che inizialmente aveva condannato il socialista.
Si chiama Scipione Roma ed è di Calorito di Cosenza l’imputato per diffamazione aggravata (lo assiste l’avvocato bresciano Lorenzo Cinquepalmi). “Aggravata” perché ha utilizzato Facebook per esprimere il proprio “parere” contro Ferraresi. Il commento è scaturito dopo che Ferraresi era intervenuto in Aula per commemorare la morte di Siani, giornalista eroico, uccido dalla camorra per fermare le sue inchieste che portavano alla luce il malaffare. Durante il suo intervento Ferraresi ha sottolineato l’importante di non cedere mai nella lotta alla camorra e alla ‘ndrangheta. Se la camorra era pertinente al tema, la ‘ndrangheta – dal suo punto di vista – era un monito a non abbassare la guardia contro la mafia oggi più pericolosa: quella calabrese. E proprio dalla Calabria è partito il commento. Roma, che è esponente locale del Psi (il partito storico oggi guidato da Riccardo Nencini e alleato con Renzi e il Pd), ha scritto un posto di commento a Ferraresi nel quale lo accusava con epiteti pesanti di essere un ignorante. Non contento dei “like” raccolti, ha condiviso lo stesso post sulla pagina del Psi. A quel punto il post ha avuto non solo più visibilità ma più risonanza. E l’eco è arrivata fino a Ferraresi che l’ha letto e ne è rimasto colpito negativamente. «Si sa che nel criticare i Cinque stelle non vanno giù per il sottile – spiega l’avvocato Fausto Gianelli, che assiste Ferraresi come parte civile – e anche Ferraresi è uno che tollera commenti pesanti ed è contro ogni censura. Ma questa volta è stata passato il limite: c’è diffamazione. Ed è anche aggravata dall’uso di Fb che, come ha rilevato la Cassazione, dà grande risonanza a offese infamanti». Alla denuncia di Ferraresi ha fatto seguito un’indagine della Procura di Modena, terminata con la richiesta di un decreto penale. Richiesta accolta dal Gip che ha fissato una multa per il socialista calabrese e anche il via libera a una richiesta danni in sede civile. Ma Roma si è opposto al decreto penale e ora il caso è finito davanti al giudice monocratico Pini Bentivoglio che ieri ha aperto l’udienza.
Carlo Gregori

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google