Modena. Sciopero per 8mila lavoratori modenesi delle pulizie e mense
Martedì la giornata di protesta per il contratto nazionale scaduto da quattro anni. Episodio contestato a Sassuolo
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MODENA. Coinvolgeva circa ottomila lavoratori modenesi, con grande prevalenza femminile, lo sciopero nazionale indetto ieri dai sindacati Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti/Uil a sostegno del rinnovo dei contratti nazionali nei settori delle pulizie-multiservizi, ristorazione collettiva e agenzie viaggio, contratti scaduti da oltre 4 anni. Dopo la mobilitazione nazionale dello scorso 31 marzo, con manifestazione a Roma, i sindacati hanno articolato una serie di iniziative territoriali e ieri era il turno della provincia di Modena unitamente ad altre realtà dell’Emilia Romagna. A Modena era previsto un presidio davanti alla sede di Legacoop.
«La scelta del presidio davanti a Legacoop Modena - dicono i sindacati - si giustifica per il fatto che Legacoop è soggetto principale ai tavoli di trattativa nazionale per i rinnovi contrattuali. Legacoop rappresenta alcune delle principali imprese cooperative interessate dallo sciopero. I circa 8mila lavoratori modenesi sono distribuiti soprattutto in importanti imprese della ristorazione collettiva come Cir food, Elior e Camst, aziende multiservizi come Manutencoop, Dussmann, CoopService e Copma, e le agenzie di viaggio».
«Siamo soddisfatti della giornata - dice Paolo Montalti di Filcams Cgil - sia per la partecipazione allo sciopero sia al presidio. Questo sciopero per il contratto nazionale scaduto da 4 anni è unitario e a Modena una delegazione è stata ricevuta dal dottor Verasani, direttore di Legacoop, il quale ha assicurato che si farà carico di riferire le nostre richieste».
«Va detto - aggiunge Montalti - che nella vertenza sono state accomunate categorie differenti ma i contratti sono diveresi. Accade così che, per quanto riguarda la ristorazione collettiva, la trattativa è già a buon punto, soprattutto per gli aspetti normativi e quindi credo che si possa arrivare a un accordo. Diversa la situazione per il contratto del settore pulizie, dove in effetti permangono difficoltà notevoli. In questi casi si tratta di attività non semplici, si può parlare di lavori usuranti e qui i punti nodali sono da una parte il riconoscimento dell’indennità di malattia, sulla quale i datori di lavoro sono rigidi, dall’altra il problema dell’assenteismo, per il quale le organizzazioni datoriali si fanno forti con posizioni per noi inaccettabili, per lo meno a livello di contratto nazionale. Certi problemi vanno affrontati laddove esistono, quindi in trattative e accordi di secondo livello ma non nel contratto nazionale».
Montalti si sofferma poi su quello che definisce «l’unico aspetto negativo della giornata di sciopero».
«Questo sciopero - dice il sindacalista - era stato da noi comunicato tempestivamente e dove esistevano esigenze particolari si poteva fare quello che le norme consentono per tutelare determinate situazioni come quelle degli ospedali. E invece proprio in un ospedale, quello di Sassuolo, è accaduto che una cooperativa come Cir food, che gestisce la mensa ospedaliera, anziché comunicare che una parte degli addetti doveva rinunciare allo sciopero per esigenze di servizio, all’ultimo momento ha precettato tutti i lavoratori e le lavoratrici della mensa, di fatto vanificando lo sciopero stesso. Non si fa così: un conto sono le esigenze di un ospedale e dei malati, un’altra cosa è precettare tutti come se lo sciopero non esistesse e garantire integralmente il servizio come negli altri giorni. Ma tutto questo, per quanto grave, non sminuisce la nostra soddisfazione per la giornata di sciopero».
Stefano Turcato
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