Gazzetta di Modena

Modena

Vecchi-Tonelli, una nuova svolta 

L’istituto musicale diventa una scuola di alta formazione diretta dallo Stato

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Il Vecchi-Tonelli sarà presto un ente formativo dello Stato. Si dovrebbe infatti arrivare entro dicembre alle norme che regoleranno il passaggio dagli enti locali alla amministrazione centrale di una ventina di istituti musicali pareggiati e di alcune Accademie di belle arti sparse per l’Italia. Come appunto la scuola musicale di Modena e Carpi che fuse, alcuni anni fa, oggi dipendono dai due comuni. Si tratta di istituti di alta formazione che, secondo un emendamento alla prossima manovra finanziaria proposto dai deputati modenesi Manuela Ghizzoni e Davide Baruffi, meritano di essere gestiti con finanziamenti provenienti direttamente da Roma. A Modena e Carpi vedono questo passaggio con favore, a differenza ad esempio di quanto accadrebbe nella vicina Reggio dove il noto istituto musicale “Achille Peri” a quanto pare preferirebbe restare alle dipendenze dell’amministrazione comunale. «Noi - spiega il direttore del Vecchi-Tonelli Antonio Giacometti - vediamo di buon occhio questa possibilità. In questi anni abbiamo faticato, abbiamo mantenuto un bilancio sano e abbiamo sviluppato la rete formativa. Le risorse degli enti locali sono infatti sempre di meno quindi il passaggio sarebbe una benedizione. Faccio un esempio: all’istituto musicale Bellini di Catania hanno appena arrestato 23 persone perché è stato scoperto un buco da 14 milioni di euro. A Modena naturalmente questi problemi non ci sono e per questo speriamo che si parta con il passaggio allo Stato tenuto conto di chi è stato virtuoso». I vari passaggi li spiega l’onorevole Ghizzoni: «Già nel 2013 - dice - si erano evidenziate le difficoltà economiche degli enti locali a continuare a sostenere questi istituti e per questo avevo presentato un disegno di legge per il loro graduale passaggio allo Stato. E ora si sono verificati problemi non solo a Catania, ma anche a Livorno, Ancona, Terni. E’ una operazione che si può fare perché si tratta di pochi istituti che si occupano di alta formazione, così come avviene all’università. Non si tratta comunque di un colpo di mano, si tratta di razionalizzare l’offerta». E il Pd Modena fornisce alcuni numeri: i 20 istituti rappresentano il 30% dell’offerta accademica musicale italiana e coinvolgono 700 docenti e circa 8mila studenti. E’ stato previsto anche un apposito Fondo che sarà dotato di 7 milioni e mezzo di euro nel 2017, 17 milioni di euro nel 2018, 18 milioni e mezzo di euro nel 2019 e 20 milioni di euro a decorrere dal 2020. (s.l.)

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