Gazzetta di Modena

Modena

«Attesa di visite ed esami: Modena sta migliorando» 

«Attesa di visite ed esami: Modena sta migliorando» 

Il direttore Ausl Annicchiarico in commissione consiliare: «Eravamo i peggiori In due anni siamo arrivati al 97% delle prestazioni entro tempi “normali”»

3 MINUTI DI LETTURA





«Dal 1 gennaio 2017 siamo partiti con una nuova realtà, quindi abbiamo definito i rapporti economici e presentato bilanci in pareggio per entrambe le aziende; per quanto riguarda la gestione, abbiamo accelerato un processo di integrazione interno e uno esterno, che riguarda la rete provinciale».
Lo ha detto Ivan Trenti, direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria Policlinico, intervenendo alla commissione Servizi di piazza Grande, dove era prevista un’informativa sul piano di integrazione tra Policlinico e Ospedale di Baggiovara. «Da gennaio è nata un’unica realtà che ha 3800 dipendenti e 1100 posti letto - ha aggiunto Trenti - dando vita ad una realtà comparabile al Maggiore di Parma, che era il secondo ospedale della regione, e si avvicina molto al Sant’Orsola di Bologna, anche se l’obiettivo dell’integrazione non è competere con le grandi realtà della regione, ma omogenizzare una serie di fattori, arrivando a un ospedale unico con due strutture».
Il direttore generale ha quindi ricordato le principali vocazioni distintive dei due ospedali, da quelle del Policlinico (settori materno-infantile, oncologia e centro trapianti), a quelle di Baggiovara (emergenza-urgenza, neuroscienze e chirurgia robotica). «Non era facile integrare le due realtà - ha aggiunto Trenti - perché le storie dei due ospedali sono differenti, e arrivare al 2017 chiedendo di omogenizzare comportamenti differenti non era facile, anche se devo dire che la collaborazione è stata grande. Oggi sono 5 mesi da quando è iniziata la sperimentazione gestionale - ha concluso il direttore generale - e posso garantire che tutti i passaggi sono stati oggetti di confronto con i professionisti, e non abbiamo mai fatto modifiche senza consultarli». La palla è quindi passata ai consiglieri comunali della commissione: Simona Arletti (Pd) ha chiesto informazioni «sull’integrazione del settore Salute mentale, che oggi i dati ci dicono essere la nuova emergenza», mentre Marco Bortolotti (M5S) ha chiesto «quali sono gli indicatori sui quali misurare la sperimentazione, come si pensa di lavorare sulla creazione di nuove figure che saranno fondamentali per la riorganizzazione e come verranno selezionate e inserite negli attuali staff».
Domande alle quali ha risposto il direttore generale dell'Ausl Massimo Annicchiarico, che ha affrontato anche la questione dei tempi di attesa: «Anni fa Modena era indubitabilmente la peggiore in Regione - ha detto - e a dirlo non sono io, ma i numeri. Da novembre 2015, secondo i dati raccolti su 42 prestazioni monitorate, la provincia si colloca attorno al 97% di prestazioni entro tempi ‘normali’: insomma, abbiamo recuperato moltissimo terreno rispetto ad altre province». È intervenuto anche Tommaso Fasano, presidente della commissione Servizi : «Quella che abbiamo davanti - spiega - è una sfida gestionale che ha pochi eguali a livello nazionale, a causa delle dimensioni dei due ospedali e dell'elevato numero di dipendenti coinvolti. Un'operazione di questo genere può presentare grandi benefici, e allo stesso tempo inevitabili criticità. È fondamentale che le scelte tengano sempre presente esigenze e preoccupazioni del personale».
Luca Gardinale

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google