Casa Serena, controlli ok «Ispezioni tutte positive»
Nuova polemica in Consiglio comunale: i 5 Stelle attaccano su orari e salubrità L’assessore Vivi: «Dieci verifiche superate senza problemi, ecco tutti i numeri»
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L’amministrazione comunale smentisce ogni tipo di disservizio o calo della qualità a Casa Serena, la residenza per anziani che periodicamente finisce nell’occhio del ciclone per lamentele. Stavolta è il Movimento 5 Stelle a portare all’assessore ai Servizi sociali Antonella Vivi una lunga serie di domande, che arrivano da una lettera, già oggetto di una riunione con i parenti dei residenti.
Le domande sono tornate d’attualità l’altra sera in Consiglio comunale: si è parlato di riduzione delle ore di presenza degli operatori, di assenza degli animatori nei giorni festivi, di scarsa igiene nelle stanze e trascuratezza degli stessi ospiti, di cattivo odore e scadente qualità del cibo, di mancati controlli.
Tutte accuse rispedite al mittente. Il sindaco Pistoni ha detto chiaramente che alla lettera, “anonima e quindi potenzialmente scritta da chiunque e con qualunque finalità”, sono state date tutte le risposte nella riunione con i parenti, che hanno autonomamente smentito tutte le accuse riportate.
L’assessore Vivi invece è andata sui numeri, con un resoconto dettagliato. «Casa Serena ha avuto l’accreditamento, che la inserisce nel sistema regionale e comporta l’erogazione di fondi a parziale copertura dei costi di gestione, nell’ottobre 2016. L’accreditamento ha comportato un abbassamento dei numeri di ospiti consentiti: da 90 a 80 per la residenza assistita, da 15 a 12 per il nucleo intensivo, da 13 a 8 per il centro diurno; questo ha reso necessario parametrare nuovamente i numeri per chi aveva vinto la gara di gestione. Ma la coop incaricata garantisce le presenze di Legge, in molti casi con aumento sul monte ore richiesto. Da ottobre 2016 ci sono stati una decina di controlli, fra cui quelli del nucleo ispettivo locale, uno dei Nas, uno del Servizio igiene alimentare, due riunioni plenarie con i famigliari, quattro fra gestori e committenza. Tutti i controlli hanno dato esiti positivi; il nucleo ispettivo non ha rilevato problemi di pulizia dei locali, giudicata più che buona, né di trascuratezza degli ospiti; i Nas non hanno rilevato nessun tipo di calo della qualità negli alimenti e sulla sicurezza nella loro preparazione».
Altre lamentele hanno riguardato l’aumento delle rette: «C’è stato, Casa Serena è accreditata e quindi si attiene alle indicazioni regionali, come tutte le altre strutture. Le tariffe, ferme dal 2013, sono state aumentate di 0,55 euro al giorno per i residenti e di 0,75 per il centro diurno».
Quanto a una delle accuse più rilevanti, quella dell’insufficiente presenza di coordinatori, operatori e animatori nella struttura “ci sono due coordinatori generali a tempo pieno che sono sempre presenti o reperibili in struttura in tutti i giorni feriali; le responsabili delle attività assistenziali sono presenti anche il sabato e nelle mattine festive e sono il tramite coi famigliari; gli animatori garantiscono 64 ore settimanali di attività e sono assenti nei festivi, giorni in cui più spesso gli ospiti sono raggiunti dai famigliari».
Insoddisfatti i 5 stelle: «Si dimostra che ci sono buchi orari, dovuti probabilmente al calo degli utenti e degli incassi causato dall’accreditamento; la scelta delle assenze nei festivi è arbitraria e il cattivo odore e la scarsa pulizia sono riferiti da esperienze dirette». (g.b.)
Le domande sono tornate d’attualità l’altra sera in Consiglio comunale: si è parlato di riduzione delle ore di presenza degli operatori, di assenza degli animatori nei giorni festivi, di scarsa igiene nelle stanze e trascuratezza degli stessi ospiti, di cattivo odore e scadente qualità del cibo, di mancati controlli.
Tutte accuse rispedite al mittente. Il sindaco Pistoni ha detto chiaramente che alla lettera, “anonima e quindi potenzialmente scritta da chiunque e con qualunque finalità”, sono state date tutte le risposte nella riunione con i parenti, che hanno autonomamente smentito tutte le accuse riportate.
L’assessore Vivi invece è andata sui numeri, con un resoconto dettagliato. «Casa Serena ha avuto l’accreditamento, che la inserisce nel sistema regionale e comporta l’erogazione di fondi a parziale copertura dei costi di gestione, nell’ottobre 2016. L’accreditamento ha comportato un abbassamento dei numeri di ospiti consentiti: da 90 a 80 per la residenza assistita, da 15 a 12 per il nucleo intensivo, da 13 a 8 per il centro diurno; questo ha reso necessario parametrare nuovamente i numeri per chi aveva vinto la gara di gestione. Ma la coop incaricata garantisce le presenze di Legge, in molti casi con aumento sul monte ore richiesto. Da ottobre 2016 ci sono stati una decina di controlli, fra cui quelli del nucleo ispettivo locale, uno dei Nas, uno del Servizio igiene alimentare, due riunioni plenarie con i famigliari, quattro fra gestori e committenza. Tutti i controlli hanno dato esiti positivi; il nucleo ispettivo non ha rilevato problemi di pulizia dei locali, giudicata più che buona, né di trascuratezza degli ospiti; i Nas non hanno rilevato nessun tipo di calo della qualità negli alimenti e sulla sicurezza nella loro preparazione».
Altre lamentele hanno riguardato l’aumento delle rette: «C’è stato, Casa Serena è accreditata e quindi si attiene alle indicazioni regionali, come tutte le altre strutture. Le tariffe, ferme dal 2013, sono state aumentate di 0,55 euro al giorno per i residenti e di 0,75 per il centro diurno».
Quanto a una delle accuse più rilevanti, quella dell’insufficiente presenza di coordinatori, operatori e animatori nella struttura “ci sono due coordinatori generali a tempo pieno che sono sempre presenti o reperibili in struttura in tutti i giorni feriali; le responsabili delle attività assistenziali sono presenti anche il sabato e nelle mattine festive e sono il tramite coi famigliari; gli animatori garantiscono 64 ore settimanali di attività e sono assenti nei festivi, giorni in cui più spesso gli ospiti sono raggiunti dai famigliari».
Insoddisfatti i 5 stelle: «Si dimostra che ci sono buchi orari, dovuti probabilmente al calo degli utenti e degli incassi causato dall’accreditamento; la scelta delle assenze nei festivi è arbitraria e il cattivo odore e la scarsa pulizia sono riferiti da esperienze dirette». (g.b.)
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