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Con l’angiografo biplano tempi e costi dimezzati 

Con l’angiografo biplano tempi e costi dimezzati 

All’ospedale di Baggiovara è stata presentata la nuova apparecchiatura che permette interventi rapidissimi per chi è colpito da ictus. È costata 1,3 milioni

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L’ospedale di Baggiovara ha una nuova arma per combattere l’ictus.
Si tratta dell’angiografo biplano e nulla c’entrano i velivoli: «È un’apparecchiatura radiologica molto sofisticata - spiega invece il neurologo Paolo Carpeggiani - che consente di avere in contemporanea due proiezioni della parte anatomica, in particolare dei vasi sanguigni, che noi stiamo studiando». Con i suoi due archi a forma di “C” si possono ottenere nello stesso momento due immagini, una frontale e una laterale, delle arterie o della colonna vertebrale.
Prima di questa apparecchiatura, nel 2013, l’ospedale era munito di un angiografo monoplano. La principale differenza? Con la vecchia macchina l’esame doveva essere fatto due volte: una volta per riuscire ad ottenere un’immagine frontale, ed un’altra per quella laterale, con maggior consumo di materiale di contrasto per vedere in maniera nitida le parti interessate, ma anche un maggior consumo di materiale per radiazione e, soprattutto di tempo.
«Quelle che noi trattiamo con queste apparecchiature - illustra il dottore Stefano Vallone - sono patologie tempo-dipendenti, come gli ictus». Prima si riesce a individuare il problema e ad intervenire sull’occlusione delle arterie, quindi, più speranze ci sono per il paziente di salvarsi e di recuperare. «Parliamo di manovre salvavita - sottolinea Vallone - Utilizziamo cateteri del diametro di pochi millimetri».
Grazie al nuovo angiografo biplano, nel caso di ictus, l’operatore riesce ad individuare il problema e a rivascolarizzare il cervello nel giro di venti minuti. «Affrontiamo patologie molto gravi e invalidanti, - appunta Vallone - che fino al 30% dei casi possono causare anche morte. Prima di queste tecnologie molti pazienti non riuscivano più ad essere autonomo dopo l’intervento. Adesso riusciamo ad ottenere un recupero anche completo delle funzioni neurologiche, grazie alla tempestività».
L’angiografo biplano è attivo a Baggiovara dal dicembre 2016 grazie all’aiuto di Confindustria e alla Fondazione Cassa di Risparmio. Il costo della macchina infatti è di 1,3 milioni di euro.
«Confindustria - racconta Carpeggiani, ringraziando - ha lanciato un appello su base volontaristica che ha avuto un buon riscontro. È successo proprio nel periodo di Natale 2013, praticamente a ridosso del terremoto. Ci sono stati uno sforzo e una sensibilità veramente encomiabili».
Eleonora Degoli

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