L’ACCOGLIENZA DEL COMUNE DI MODENA
Due nuove strutture per 39 minori migranti
Aumenta anche il numero dei migranti minori non accompagnati presenti a Modena: dai 29 del 2016 si passa ai 39 di quest’anno. A maggio ne sono arrivati 8, provenienti da Marocco e Gambia. Tra i...
2 MINUTI DI LETTURA
Aumenta anche il numero dei migranti minori non accompagnati presenti a Modena: dai 29 del 2016 si passa ai 39 di quest’anno. A maggio ne sono arrivati 8, provenienti da Marocco e Gambia. Tra i richiedenti asilo ospitati a Modena ci sono dunque anche questi under 18 “senza famiglia” che, per legge, sono affidati formalmente al sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli. Questi ragazzi provenienti dall’Africa sono bisognosi di essere seguiti, curati e istruiti e naturalmente ospitati. Ecco perché il Comune, due giorni fa, con due delibere del settore delle Politiche sociali, ha predisposto in via temporanea due nuove strutture per l’accoglienza dei ragazzi.
Si tratta di spazi temporanee di accoglienza collocate in via Ragazzi del ’99 presso il “Gelso” della Fondazione Ceis onlus e in via Sant’Orsola presso l’ostello San Filippo. Al Gelso, recita il documento comunale, vengono richiesti 2 nuovi posti per un totale di 10 alloggi per questi minorenni. Al San Filippo Neri, presso lo spazio “Ad-Agio” invece si passa da 12 a 15 posti. Nei documenti si parla espressamente di “flusso straordinario ai minori stranieri non accompagnati” anche se questa situazione sembra per ora ampiamente controllabile. La nostra città, del resto, in tema di accoglienza dei minori ha anticipato la nuova legge sugli under 18 appena entrata in vigore. Si tratta delle “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati” che rafforza le tutele garantite per i minori, oggetto spesso purtroppo di traffici da parte di organizzazioni criminali. La legge, tra l’altro, prevede all'interno del sistema di accoglienza dei minorenni dei percorsi di tutela e la collocazione in famiglia come forma da privilegiare . A Modena, oltre che in famiglia (14 quelle finora coinvolte), i ragazzi sono ospitati anche presso alcune comunità e l’integrazione avviene anche attraverso le scuole cittadine. Un caso, settimana scorsa, è stato “Exodus” al Teatro Tenda di piazzale Molza, uno spettacolo che ha raccontato la storia della tragedia della Siria messo in scena dai ragazzi accolti nella comunità dell'Opera Don Orione di Magreta. Tutto ciò rientra nel progetto modenese “WelcHome” che appunto ha anticipato e che sarà presto discusso in giunta comunale. Si tratta di un progetto di accoglienza in famiglia di giovani richiedenti asilo promosso dall’assessorato al welfare del Comune insieme alla Caritas diocesana e alle associazioni di volontariato. L’obiettivo è di sperimentare forme “innovative” di accoglienza in contesti non istituzionalizzati come le famiglie e va di pari passo con l’idea di coinvolgere la società civile per favorire l’inclusione sociale. Per questo si è anche sviluppato “WelcHome a Scuola” per fornire agli studenti strumenti e spunti di riflessione. Coinvolti i licei Venturi, Sigonio, Wiligelmo e gli istituti Corni, Barozzi e Fermi. (s.l.)
Si tratta di spazi temporanee di accoglienza collocate in via Ragazzi del ’99 presso il “Gelso” della Fondazione Ceis onlus e in via Sant’Orsola presso l’ostello San Filippo. Al Gelso, recita il documento comunale, vengono richiesti 2 nuovi posti per un totale di 10 alloggi per questi minorenni. Al San Filippo Neri, presso lo spazio “Ad-Agio” invece si passa da 12 a 15 posti. Nei documenti si parla espressamente di “flusso straordinario ai minori stranieri non accompagnati” anche se questa situazione sembra per ora ampiamente controllabile. La nostra città, del resto, in tema di accoglienza dei minori ha anticipato la nuova legge sugli under 18 appena entrata in vigore. Si tratta delle “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati” che rafforza le tutele garantite per i minori, oggetto spesso purtroppo di traffici da parte di organizzazioni criminali. La legge, tra l’altro, prevede all'interno del sistema di accoglienza dei minorenni dei percorsi di tutela e la collocazione in famiglia come forma da privilegiare . A Modena, oltre che in famiglia (14 quelle finora coinvolte), i ragazzi sono ospitati anche presso alcune comunità e l’integrazione avviene anche attraverso le scuole cittadine. Un caso, settimana scorsa, è stato “Exodus” al Teatro Tenda di piazzale Molza, uno spettacolo che ha raccontato la storia della tragedia della Siria messo in scena dai ragazzi accolti nella comunità dell'Opera Don Orione di Magreta. Tutto ciò rientra nel progetto modenese “WelcHome” che appunto ha anticipato e che sarà presto discusso in giunta comunale. Si tratta di un progetto di accoglienza in famiglia di giovani richiedenti asilo promosso dall’assessorato al welfare del Comune insieme alla Caritas diocesana e alle associazioni di volontariato. L’obiettivo è di sperimentare forme “innovative” di accoglienza in contesti non istituzionalizzati come le famiglie e va di pari passo con l’idea di coinvolgere la società civile per favorire l’inclusione sociale. Per questo si è anche sviluppato “WelcHome a Scuola” per fornire agli studenti strumenti e spunti di riflessione. Coinvolti i licei Venturi, Sigonio, Wiligelmo e gli istituti Corni, Barozzi e Fermi. (s.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
