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L’Unione: «L’ospedale deve avere un futuro» 

di Daniele Montanari
L’Unione: «L’ospedale deve avere un futuro» 

Il presidente Bonucchi: «Non c’è solo il problema chiusura del Punto Nascite» «Il Frignano farà fronte comune». Proteste del M5s e del sindacato Cgil

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PAVULLO. Sempre più politica, e anche sindacale adesso, la questione dell'ospedale di Pavullo. Ieri il tema è stato al centro del summit in Unione dei sindaci del Frignano, che si sono detti pronti a fare fronte comune: tutti contrari alla possibile chiusura del punto nascite, da Mirto Campi di Fiumalbo in giù. Ma anche concordi nell'esigenza di un rafforzamento generale dell'ospedale. Prima di ulteriori passi però attenderanno la presentazione ufficiale, il 6 giugno in Provincia, del piano di riordino nella Conferenza socio-sanitaria
. «L'ospedale deve avere un futuro – sottolinea Leandro Bonucchi, presidente dell'Unione – che non vuol dire solo punto nascite: attendiamo il piano, leggiamo e valutiamo per bene tutto per farci poi sentire come voce unica del territorio». Subito all'attacco invece i 5 Stelle: come promesso, i consiglieri Fabio Catani e Davide Venturelli hanno interessato della questione i deputati del Movimento, che si fanno sentire con Michele Dell'Orco: «Che fine ha fatto la richiesta di deroga da presentare al Ministero promessa dal presidente della Regione Bonaccini ormai quasi due mesi fa?» incalza in una nota. Augurandosi di non sentirsi ripetere «la scusa del numero di parti sotto la soglia minima di legge e della maggiore tutela della sicurezza di mamme e bambini garantita dalle strutture più grandi, secondo le statistiche. Sono tutte balle! Non si migliora la sicurezza tagliando un servizio di base, ma potenziandolo». E mobilitata anche la Fp/Cgil: «E' importante – dice Claudio Pasquesi, referente per Pavullo - che venga salvaguardato il percorso nascita per garantire alle giovani coppie condizioni di vivibilità in montagna. Abbiamo più volte sollecitato l’attivazione di un’area omogenea di ostetricia/pediatria integrata con Sassuolo, che avrebbe mantenuto gli standard di sicurezza e valorizzato le competenze». Il sindacato ricorda anche che il 4 ottobre 2016, assieme alla Uil, con un documento indirizzato al sindaco Biolchini e ai colleghi aveva denunciato i ritardi nel cantiere esterno, nei lavori alle sale operatorie e la necessità d'intervento al Pronto Soccorso, oltre al sottoutilizzo della nuova Tac. Ma soprattutto aveva chiesto di adoperarsi per valorizzare le eccellenze del punto nascite di Pavullo, come l’idropuntura (che si fa solo qui e al Policlinico) e il parto in acqua.
«Per le sue peculiarità e il tipo di servizio offerto – rimarca la Cgil - al punto nascite di Pavullo si rivolgevano anche donne di altri distretti. Poi in due anni si è passati dai 340 parti (oltre un centinaio da fuori) del 2014 ai 194 del 2016». E tra le cause del fenomeno il sindacato evidenzia «una scarsa o quantomeno sporadica attenzione dedicata al presidio ospedaliero dagli amministratori del territorio».

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