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Sindaci dal prefetto: si cercano alloggi per i nuovi profughi 

Sindaci dal prefetto: si cercano alloggi per i nuovi profughi 

In via Milano aperta struttura della diocesi per 54 persone Si tenta di evitare i prefabbricati in uso a S. Martino in Rio

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Continua ad aumentare il numero dei richiedenti asilo accolti a Modena e provincia, così come avviene negli ultimi anni con l’arrivo della bella stagione. Non bastano gli spazi a disposizione: occorre trovarne presto altri visto che nel giro di poco tempo il territorio modenese arriverà a ospitare circa 2mila persone provenienti dall’Africa. L’ultimo caso, di pochi giorni fa, riguarda il collocamento temporaneo di 54 persone in una struttura dismessa di proprietà della Diocesi in via Milano, poco lontano dal centro città.
Oggi sul tema il prefetto Maria Patrizia Paba convoca i sindaci di Modena e provincia per comunicare loro il numero degli immigrati assegnati al nostro territorio. E soprattutto spiegherà, come si legge in una nota della Prefettura, che «Si esamineranno le concrete proposte che verranno portate sul tavolo nell’intento di preservare il modello di accoglienza diffusa e sostenibile che si fonda su un’equa distribuzione su tutto il territorio delle presenze. È necessario ampliare in modo equilibrato e programmato la disponibilità di soluzioni abitative per evitare misure d’emergenza».
Il prefetto Paba nella sua nota non lo dice, ma Modena vuole scongiurare quel che è accaduto a pochi chilometri dal capoluogo, a San Martino in Rio. Qui l’arrivo improvviso di 14 profughi ha costretto il sindaco - che parla comunque di soluzione temporanea - a ospitare gli extracomunitari in cinque prefabbricati alla periferia della cittadina. Con conseguenti polemiche. Polemiche, da parte dei residenti della zona, che non sono mancate neppure in via Milano per i 54 richiedenti asilo provenienti da Mali, Nigeria e Costa d’Avorio. Alcuni in città hanno anche rilevato che le condizioni dell’edificio che a tutt’oggi ospita questi migranti in attesa di eventuale permesso non sarebbe proprio consono a ospitare esseri umani. Inoltre tanti residenti hanno protestato per la mancata comunicazione dell’arrivo di queste persone, a quanto pare provenienti dall’hub di Bologna dove non potevano continuare a stare. Sul questo tema la Prefettura è altrettanto chiara, come ribadirà oggi nell’incontro con i sindaci: «La sistemazione in via Milano è stata urgente e provvisoria, ciò a seguito dell’accertata, assoluta indisponibilità di rinviare gli arrivi e di reperire soluzioni immediate nella provincia. Fatto eccezione due comuni, per una quota tuttavia non sufficiente a coprire l’intero fabbisogno degli alloggi». Il prefetto Paba ringrazia inoltre la Diocesi per avere fornito la struttura temporanea: «Si dà atto alla Diocesi dello spirito di collaborazione manifestato nel mettere a disposizione l’edificio, nel quale sono stati effettuati lavori di adeguamento e sistemazione per l’esigenza. La collocazione dei richiedenti asilo nella struttura ha comunque carattere del tutto provvisorio». Ciò comunque conferma l’assoluto bisogno, anche per il Modenese, di nuovi spazi per i migranti. Mentre si discute anche dei territori - come le aree colpite dal territorio tra la Bassa e Carpi e il distretto ceramico - che al momento non accolgono questi disperati. (s.l.)

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