mirandola
Una strada maledetta, con semaforo “provvisorio” da anni
C’era divieto di transito alle bici, ma la provinciale non è mai stata sistemata, e le polemiche infuriavano da tempo
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MIRANDOLA. Un cantiere paralizzato da anni, con un semaforo per il senso unico alternato che era al centro da tempo di parecchie e infuocate discussioni.
Con i ciclisti in prima fila, perché contestualmente, a causa dei mancati lavori e di un atteggiamento che ai più era parso mirato a deresponsabilizzarsi, la Provincia aveva piazzato divieti di transito alla bici in tutta la zona, scatenando proteste e opposte prese di posizione.
Da una parte a difesa di quei divieti, dall’altra a reclamare la sistemazione di buche e avvallamenti. Negli anni è andata a finire che, per non scegliere altre strade più trafficate, i cicloamatori hanno continuato a percorrere via Imperiale, a dispetto di quei divieti e della inadeguatezza di un fondo stradale sul quale nessuno è mai più seriamente intervenuto. Così anche ieri il gruppo che proveniva da San Felice si è lasciato alle spalle il cartello di divieto ai cicli.
E l’incidente si è verificato proprio in prossimità della strettoia causata dall’unico avvallamento che era stato recintato con new jersey e dotato di semaforo. Se non ci fosse stato, l’auto non avrebbe proseguito sulla sua corsia di marcia, i ciclisti dalla parte opposta non si sarebbero bloccati davanti al semaforo, e Lorella non sarebbe caduta. Una sequenza di se che, una volta rimossi i mezzi posti sotto sequestro avranno valutato anche i tecnici di Burana, che in serata hanno effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni di quel tratto di Valle tra il canale e la via Imperiale. Ma la realtà, oggi, è molto più tragica.
Con i ciclisti in prima fila, perché contestualmente, a causa dei mancati lavori e di un atteggiamento che ai più era parso mirato a deresponsabilizzarsi, la Provincia aveva piazzato divieti di transito alla bici in tutta la zona, scatenando proteste e opposte prese di posizione.
Da una parte a difesa di quei divieti, dall’altra a reclamare la sistemazione di buche e avvallamenti. Negli anni è andata a finire che, per non scegliere altre strade più trafficate, i cicloamatori hanno continuato a percorrere via Imperiale, a dispetto di quei divieti e della inadeguatezza di un fondo stradale sul quale nessuno è mai più seriamente intervenuto. Così anche ieri il gruppo che proveniva da San Felice si è lasciato alle spalle il cartello di divieto ai cicli.
E l’incidente si è verificato proprio in prossimità della strettoia causata dall’unico avvallamento che era stato recintato con new jersey e dotato di semaforo. Se non ci fosse stato, l’auto non avrebbe proseguito sulla sua corsia di marcia, i ciclisti dalla parte opposta non si sarebbero bloccati davanti al semaforo, e Lorella non sarebbe caduta. Una sequenza di se che, una volta rimossi i mezzi posti sotto sequestro avranno valutato anche i tecnici di Burana, che in serata hanno effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni di quel tratto di Valle tra il canale e la via Imperiale. Ma la realtà, oggi, è molto più tragica.
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