IL SUPPORTO ALLE AZIENDE
Vandelli: «Alle imprese occorre garantire una viabilità migliore»
Se nella prima parte del convegno di ieri al teatro San Carlo si è parlato della situazione socioeconomica modenese alla base della costruzione del nuovo Piano urbanistico, nella seconda metà è stato...
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Se nella prima parte del convegno di ieri al teatro San Carlo si è parlato della situazione socioeconomica modenese alla base della costruzione del nuovo Piano urbanistico, nella seconda metà è stato affrontato soprattutto il tema dei comparti produttivi della città. «Incrociamo vari segmenti di domanda - ha spiegato la dirigente del Settore pianificazione del Comune Maria Sergio - ma il denominatore comune è la scelta di rimanere a Modena e di investire in città sia per le imprese che sono già insediate sia per quelle che da fuori cercano di venire nel nostro territorio. Attualmente il 30% delle aree del territorio edificato ospitano attività produttive - ha detto ancora la dirigente del Settore pianificazione - anche se non sono tutte uguali: quelle dei Torrazzi e di Modena nord sono dedicate al produttivo secco e al manifatturiero, mentre Modena est e Modena ovest sono aperte anche ad altre funzioni come terziario e commerciale. Con la rigidità del piano e delle attuali procedure - ha concluso la Sergio - Modena fa più fatica rispetto ad altre realtà e per non perdere terreno nella competizione abbiamo bisogno di aggiornare il quadro». A chiudere l’incontro dopo i dibattiti è stato l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, che ha sottolineato l’importanza di garantire una qualificata accessibilità a Modena, a partire dai caselli autostradali e dagli accessi alla tangenziale, di offrire possibilità al settore agroalimentare che a sud della città chiede di continuare a investire e rafforzarsi, di riqualificare i poli produttivi (in particolare Modena nord e i Torrazzi) dal punto di vista ambientale e dei servizi, e di trovare soluzione a questioni nelle aree produttive storiche che sono in trasformazione, come ad esempio le Fonderie. «Al centro del nuovo piano - ha detto l’assessore - ci sono tre elementi, ovvero il lavoro, la cultura e la sostenibilità ambientale. Noi pensiamo a uno sviluppo e a una crescita economica, ma dentro un processo che cerca di sprecare meno territorio possibile. E più che parlare di consumo di suolo, vorrei che si introducesse il concetto di eliminazione totale dello spreco».
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