Gazzetta di Modena

Modena

 

Modena. Blue Whale, allarme in provincia

Modena. Blue Whale, allarme in provincia

Boom di telefonate ai carabinieri Aumentano le segnalazioni di famiglie insospettite dai comportamenti dei figli minorenni

2 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.15429790:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/cronaca/blue-whale-un-virus-nato-in-rete-alimentato-dai-media/78137/78700]]

MODENA. Si chiama Blue Whale - tradotto in italiano: balena blu - ed è una sfida social che spingerebbe gli adolescenti ad affrontare cinquanta prove di autolesionismo fino al suicidio in cinquanta giorni. Si viene ingaggiati tramite Facebook o altri social con operazioni orchestrate da un cosiddetto “curatore” che guiderebbe i ragazzi convincendoli di possedere informazioni che possono essere nocive per la sua famiglia.
Si sta diffondendo fra i genitori anche a Modena la preoccupazione per il nuovo, pericolosissimo, gioco nato in Russia ma che starebbe dilagando anche in Italia. Diverse famiglie, impaurite dalla possibilità che il proprio figlio possa arrivare all’autolesionismo sperimentando una delle tappe del gioco fatale, si sono rivolte ai carabinieri cercando di capire come possono prevenire il fenomeno.
In un caso, poi, un padre ha telefonato alla caserma dei carabinieri della Compagnia di Carpi. Il genitore sospettava che il figlio minorenne potesse essere invischiato nel Blue Whale. I militari hanno indagato e stanno tenendo monitorato il caso, anche se finora non sono emersi elementi di prova che lascino intendere chiaramente che il giovane stia “giocando” a “Blue Whale”.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.15429791:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/blue-whale-il-gioco-del-suicidio-la-polizia-in-italia-troppi-casi-sospetti/77559/78138]]


Tantissime, poi, sono le telefonate che i carabinieri ricevono dai genitori, i quali si rivolgono all’Arma per chiedere lumi e capire che cosa fare per proteggere i figli. Ai genitori vengono fornite dai militari numerose raccomandazioni sui campanelli d’allarme che devono fare scattare sull’attenti. Atteggiamenti dei figli minorenni che devono insospettire i famigliari. «Tra le mosse da adottare da parte dei genitori c’è quella di controllare con attenzione chi sono gli amici del profilo Facebook - o altri social - del figlio - spiega Alessandro Iacovelli, comandante della Compagnia dei carabinieri di Carpi - Inoltre, occorre verificare che il giovane non presenti tracce di autolesionismo come, ad esempio, incisioni sulle braccia. Tra gli altri campanelli d’allarme c’è anche il digiuno: se il figlio era una buona forchette e smette improvvisamente di mangiare, bisogna stare sull’attenti».
Anche la Polizia postale sta indagando su diverse segnalazioni arrivate: finora gli alert sono scattati per la digitazione sul computer delle parole chiave per “giocare”: è successo nella Bassa e in Appennino.
Serena Arbizzi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google