dai banchi al palco
Le “Carducci” e il Manzoni, un grande successo a teatro
Martedì scorso, presso il Teatro dei Segni di Modena, è andato in scena uno spettacolo teatrale integralmente realizzato dai ragazzi di una classe della scuola secondaria di primo grado “G.Carducci”....
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Martedì scorso, presso il Teatro dei Segni di Modena, è andato in scena uno spettacolo teatrale integralmente realizzato dai ragazzi di una classe della scuola secondaria di primo grado “G.Carducci”.
Come il titolo ci suggerisce, la trama è basata su quella del celeberrimo romanzo scritto da Alessandro Manzoni, nel quale vengono narrate le vicissitudini di Renzo e Lucia, due giovani popolani il cui matrimonio è impedito dal veto imposto da don Rodrigo, un perfido signorotto seicentesco senza scrupoli.
Tuttavia, sebbene il romanzo sia ambientato nel 1628, in Lombardia, all’epoca dell’epidemia di peste, i nostri attori debuttanti hanno deciso di reinterpretarlo in chiave “Rock”, aggiungendo, quindi, alla storia e ai temi originali, dei frequenti stacchi musicali, spesso conditi con fantasiosi balletti e canzoni moderne, inserendo inoltre, per movimentare le scene, degli oggetti altamente anacronistici, come per esempio i cellulari.
Lo spettacolo è stato nel complesso molto divertente e ben interpretato, nonostante si potesse percepire la normale tensione tipica di ragazzi così giovani che si cimentano in un’esperienza per loro totalmente nuova.
Il vero obiettivo del progetto, già sperimentato negli anni passati da varie classi all’interno della scuola “Carducci”, non era trasformare questi studenti in veri attori professionisti. Come ci ha spiegato la professoressa Francesca Cavazzuti che ha curato la regia dello spettacolo, ciò a cui si aspirava sin dall’inizio era permettere ai ragazzi di mettersi in gioco in un’esperienza pensata sulla scia della formazione teatrale fornita dall’Ert (Emilia Romagna Teatro), a Modena, a docenti ed alunni, nell’ottica di un rilancio delle straordinarie potenzialità del teatro come palestra di espressività.
Sempre la prof. Cavazzuti ha poi aggiunto: «Durante i vari incontri di preparazione, gli alunni hanno potuto sperimentare cosa vuol dire collaborare tra coetanei e soprattutto hanno affinato il loro modo di esprimersi attraverso una modalità interdisciplinare tendente a rafforzare l’autostima personale; si è puntato a coinvolgere i ragazzi in un progetto basato sul presupposto dell’importanza dell’integrazione scolastica affinché ciascuno possa sentirsi realizzato in base alle proprie potenzialità e peculiarità».
Stando ai commenti dei protagonisti, inoltre, si apprende che l’allestimento ha richiesto «modifiche su modifiche per tentare di reinterpretare in chiave divertente il capolavoro manzoniano, ma senza snaturarne il significato profondo». afferma Giacomo. Mmentre Alice precisa: «L’esperienza è servita molto perché ci siamo uniti un sacco come classe e la porterò sempre nel cuore in quanto mi ha dato emozioni forti, quasi commoventi».
Lo spettacolo ha riscosso molto successo e ha ricevuto l’apprezzamento di tutti i presenti in sala. Merita una menzione il notevole lavoro svolto dai professori Margherita Borghi, Fabio Vetro e di Francesca Nascetti della corale “Rossini giovani”.
Mattia Remigio
Come il titolo ci suggerisce, la trama è basata su quella del celeberrimo romanzo scritto da Alessandro Manzoni, nel quale vengono narrate le vicissitudini di Renzo e Lucia, due giovani popolani il cui matrimonio è impedito dal veto imposto da don Rodrigo, un perfido signorotto seicentesco senza scrupoli.
Tuttavia, sebbene il romanzo sia ambientato nel 1628, in Lombardia, all’epoca dell’epidemia di peste, i nostri attori debuttanti hanno deciso di reinterpretarlo in chiave “Rock”, aggiungendo, quindi, alla storia e ai temi originali, dei frequenti stacchi musicali, spesso conditi con fantasiosi balletti e canzoni moderne, inserendo inoltre, per movimentare le scene, degli oggetti altamente anacronistici, come per esempio i cellulari.
Lo spettacolo è stato nel complesso molto divertente e ben interpretato, nonostante si potesse percepire la normale tensione tipica di ragazzi così giovani che si cimentano in un’esperienza per loro totalmente nuova.
Il vero obiettivo del progetto, già sperimentato negli anni passati da varie classi all’interno della scuola “Carducci”, non era trasformare questi studenti in veri attori professionisti. Come ci ha spiegato la professoressa Francesca Cavazzuti che ha curato la regia dello spettacolo, ciò a cui si aspirava sin dall’inizio era permettere ai ragazzi di mettersi in gioco in un’esperienza pensata sulla scia della formazione teatrale fornita dall’Ert (Emilia Romagna Teatro), a Modena, a docenti ed alunni, nell’ottica di un rilancio delle straordinarie potenzialità del teatro come palestra di espressività.
Sempre la prof. Cavazzuti ha poi aggiunto: «Durante i vari incontri di preparazione, gli alunni hanno potuto sperimentare cosa vuol dire collaborare tra coetanei e soprattutto hanno affinato il loro modo di esprimersi attraverso una modalità interdisciplinare tendente a rafforzare l’autostima personale; si è puntato a coinvolgere i ragazzi in un progetto basato sul presupposto dell’importanza dell’integrazione scolastica affinché ciascuno possa sentirsi realizzato in base alle proprie potenzialità e peculiarità».
Stando ai commenti dei protagonisti, inoltre, si apprende che l’allestimento ha richiesto «modifiche su modifiche per tentare di reinterpretare in chiave divertente il capolavoro manzoniano, ma senza snaturarne il significato profondo». afferma Giacomo. Mmentre Alice precisa: «L’esperienza è servita molto perché ci siamo uniti un sacco come classe e la porterò sempre nel cuore in quanto mi ha dato emozioni forti, quasi commoventi».
Lo spettacolo ha riscosso molto successo e ha ricevuto l’apprezzamento di tutti i presenti in sala. Merita una menzione il notevole lavoro svolto dai professori Margherita Borghi, Fabio Vetro e di Francesca Nascetti della corale “Rossini giovani”.
Mattia Remigio
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