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Ma gli ambientalisti protestano «Vergogna, qui lo smog uccide»

di Andrea Gilioli
Ma gli ambientalisti protestano «Vergogna, qui lo smog uccide»

Circa 40 di manifestanti, senza simboli politici, ad eccezione di qualche t-shirt pentastellata e di una bandiera dei civatiani di Possibile, si sono dati appuntamento ieri mattina per contestare il...

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Circa 40 di manifestanti, senza simboli politici, ad eccezione di qualche t-shirt pentastellata e di una bandiera dei civatiani di Possibile, si sono dati appuntamento ieri mattina per contestare il ministro dei trasporti Graziano Delrio e il progetto della bretella. In prima linea, con striscioni e bandiere, il comitato No-Bretella, supportato da Legambiente e da una piccola delegazione di grillini. Il gruppo di manifestanti ha accolto l’arrivo del ministro e del presidente della Regione con urla e slogan “Non pensi al futuro dei tuoi figli? Li hai già sistemati a Roma?” e ancora “Vergogna, qui si muore di polveri sottili”. I manifestanti, quando Delrio, che ha raggiunto a piedi Palazzo Ducale, è passato a pochi centimetri dagli striscioni, hanno anche consegnato un fascicolo, contenente le ragioni della contrarietà al progetto. Tutto comunque si è svolto pacificamente, seppur sotto l’occhio vigile della polizia. «Abbiamo raccolto circa 3mila firme – ha spiegato Mauro Sentimenti del comitato No Bretella - contro quest’opera che nasce morta e che perpetua un danno gravissimo alla salute pubblica, continuando a seguire quel modello di sviluppo che oggi causa 85mila morti in Italia per polveri sottili. Purtroppo non si fa l’unica vera innovazione, che negli anni '80 la Regione e questi stessi Comuni avevano sostenuto, col progetto Demetra, e cioè creare un transit point ai confini del distretto, senza far entrare i camion in città. Costerebbe molto meno e guarderebbe davvero al futuro, ma è mancata la voglia delle aziende di fare squadra». Tra i manifestanti anche polemiche contro la scelta di non fare un bando di gara europeo per la concessione dell’A22 «che – spiega Sentimenti – avrebbe garantito maggiori entrate ai Comuni e allo Stato e tariffe più basse. La bretella si fermerà sulla Pedemontana, oggi vero problema per il traffico, creando un doppione della Modena-Sassuolo». Annunciato un nuovo ricorso alla commissione europea sulla mancata gara europea e proteste all'avvio dei lavori, nella speranza di una revisione del progetto. Il ministro ha risposto che l’impatto ambientale è stato valutato attentamente, seguendo le regole e ascoltando ogni suggerimento, «ma dobbiamo – ha concluso – decidere se vogliamo fare le grandi opere in Italia o restare indietro».

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