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«Ora ne arrivano 150 a settimana» 

Da domenica a mercoledì 84 casi, Caleidos si sfila: «Non gestiamo baraccopoli»

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Da domenica a mercoledì sono arrivati 84 profughi da gestire in provincia di Modena. Dai 10-15 di una volta si è passati ormai a 100-150 a settimana, e con l'estate davanti potrebbe andare anche peggio. Ma di fronte a questo discorso “di massa” la coop Caleidos, principale operatore, si chiama fuori. Lo si è già visto col “caso” dell'asilo di via Milano destinato di corsa a 54 persone: la Prefettura aveva contattato anche la Caleidos, ma ha detto no. E così potrà essere ancora: «Noi per almeno tre settimane non accoglieremo più nessuno – annuncia Elena Oliva, presidente della Caleidos – perché il modello gestionale che si sta proponendo non ci interessa. Non siamo il tipo di gestore per arrivi di massa, da baraccopoli. E dico di più: credo che tutto il mondo cooperativo dovrebbe fare una riflessione e rifiutarsi di fare accoglienza in casi di questo tipo. Il modello cooperativo mira all'inclusione sociale del richiedente asilo con determinati standard di alloggio e un percorso specifico di inserimento. Non si può pensare di usare asili, palestre o capannoni: quelle sono soluzioni d'emergenza. E se è emergenza, allora intervenga lo Stato con la Protezione civile o la Croce Rossa con le strutture da campo che noi non abbiamo. Poi in un secondo momento possono subentrare le cooperative sociali». Caleidos è talmente convinta della posizione da avere intenzione di dimezzare nei prossimi giorni le 400 persone che segue ora in tre strutture alberghiere tra Modena e Formigine, passandole dalla prima accoglienza all'appartamento stabile. Ma trovare locali continua ad essere difficile, specie nella Bassa. Dove solo la prossima settimana cominceranno ad arrivare i primi 15 profughi tra San Felice, Mirandola e San Prospero. Ma è una goccia: dovrebbero essere 300. Al contrario ci sono posti come Savignano, Castelfranco e Pavullo dove l'offerta è continua. Ma le amministrazioni sottolineano di esser già a quota. «Ad oggi – sottolinea la Oliva – abbiamo circa 1.150 profughi. Quando caleranno, perché le persone diventeranno autonome uscendo dal piano d'accoglienza, ne prenderemo ancora. Ma adesso no, proprio non riusciamo».
Daniele Montanari

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