M5s e Trande (mdp) all’attacco
«Psc, conflitti di interesse per la società Cresme»
Un conflitto di interessi, per ora teorico, per la società di studi e ricerche Cresme scelta dall’amministrazione comunale come consulente sul futuro Piano Regolatore. E c’è pure, sempre in via...
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Un conflitto di interessi, per ora teorico, per la società di studi e ricerche Cresme scelta dall’amministrazione comunale come consulente sul futuro Piano Regolatore. E c’è pure, sempre in via teorica, la possibilità di una censura dell’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone.
Lo ha detto ieri in consiglio comunale il capogruppo di Articolo1-Mdp Paolo Trande, intervenendo per un’interrogazione presentata da Marco Rabboni (M5S) su “Scenari demografici in vista del nuovo PSC-PUG”. Spiega Trande, fino a pochi mesi fa nel Pd e ora in maggioranza ma con il nuovo partito: «Non contesto i recenti dati - spiega Trande - che Cresme ha prodotto per Modena. Li trovo condivisibili e verosimili quando parla di invecchiamento della popolazione, necessità di crescita e questioni simili. Ma tra i soci di Cresme ci sono, oltre ad Anci, anche Confindustria e Ance che rappresenta il mondo edile. Potenzialmente potrebbe esserci un conflitto di interessi laddove la società parla di necessità di crescita».
«Non va dimenticata poi l’alta sorveglianza dell’Anac di Cantone - ha proseguito - siamo davanti al conflitto di interessi. Ad esempio se io, che sono medico, pubblico qualche studio come ricercatore allora devo essere imparziale. Cresme certo lavora su vari fronti, ma in teoria Cantone potrebbe intervenire».
Il nuovo partito, anche se appoggia la maggioranza, ieri ha avuto qualche screzio con l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli che ha difeso la scelta di Cresme.
«Dentro Cresme - attacca l’assessore - c’è anche Legambiente. Stiamo costruendo con questa società, attiva dal 1962, i dati che ci permetteranno di produrre i futuri strumenti urbanistici. E con ciò? Sarebbe come dire che non devo fidarmi di Unimore perché a Ingegneria ci sono finanziamenti di Ferrari Spa. Non nomineremo un altro consulente e ci sarà la possibilità di ascoltare varie voci, ad esempio con l’università. Abbiamo problemi di invecchiamento e di crescita ridotta, concentriamoci di questo: ci serve invece innovazione e di abbassare ancora la disoccupazione al 6,6%».
I grillini Marco Bortolotti, Marco Rabboni e Mario Bussetti: «Nessuno dubita dei dati di analisi forniti da Cresme, ma la sua natura è di parzialità perché identifica il successo di una città con la sua crescita. Non è necessariamente vero. Sarebbe il caso di ascoltare varie campane perché il percorso rischia di essere azzoppato dall’inizio».
Secondo Andrea Bortolamasi (Pd) occorre concentrarci su un compito difficile. «La città sta invecchiando - ha detto - in un contesto di debole ripresa e bassa domanda interna. Più che del consulente mi occuperei dei contenuti». (s.l.).
Lo ha detto ieri in consiglio comunale il capogruppo di Articolo1-Mdp Paolo Trande, intervenendo per un’interrogazione presentata da Marco Rabboni (M5S) su “Scenari demografici in vista del nuovo PSC-PUG”. Spiega Trande, fino a pochi mesi fa nel Pd e ora in maggioranza ma con il nuovo partito: «Non contesto i recenti dati - spiega Trande - che Cresme ha prodotto per Modena. Li trovo condivisibili e verosimili quando parla di invecchiamento della popolazione, necessità di crescita e questioni simili. Ma tra i soci di Cresme ci sono, oltre ad Anci, anche Confindustria e Ance che rappresenta il mondo edile. Potenzialmente potrebbe esserci un conflitto di interessi laddove la società parla di necessità di crescita».
«Non va dimenticata poi l’alta sorveglianza dell’Anac di Cantone - ha proseguito - siamo davanti al conflitto di interessi. Ad esempio se io, che sono medico, pubblico qualche studio come ricercatore allora devo essere imparziale. Cresme certo lavora su vari fronti, ma in teoria Cantone potrebbe intervenire».
Il nuovo partito, anche se appoggia la maggioranza, ieri ha avuto qualche screzio con l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli che ha difeso la scelta di Cresme.
«Dentro Cresme - attacca l’assessore - c’è anche Legambiente. Stiamo costruendo con questa società, attiva dal 1962, i dati che ci permetteranno di produrre i futuri strumenti urbanistici. E con ciò? Sarebbe come dire che non devo fidarmi di Unimore perché a Ingegneria ci sono finanziamenti di Ferrari Spa. Non nomineremo un altro consulente e ci sarà la possibilità di ascoltare varie voci, ad esempio con l’università. Abbiamo problemi di invecchiamento e di crescita ridotta, concentriamoci di questo: ci serve invece innovazione e di abbassare ancora la disoccupazione al 6,6%».
I grillini Marco Bortolotti, Marco Rabboni e Mario Bussetti: «Nessuno dubita dei dati di analisi forniti da Cresme, ma la sua natura è di parzialità perché identifica il successo di una città con la sua crescita. Non è necessariamente vero. Sarebbe il caso di ascoltare varie campane perché il percorso rischia di essere azzoppato dall’inizio».
Secondo Andrea Bortolamasi (Pd) occorre concentrarci su un compito difficile. «La città sta invecchiando - ha detto - in un contesto di debole ripresa e bassa domanda interna. Più che del consulente mi occuperei dei contenuti». (s.l.).
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