Tumori e assistenza, quei dati contestati
Ant: «L’Ausl si autoassolve con il Rapporto Favo firmato dallo stesso direttore Annicchiarico»
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L’autodifesa e l’autoassoluzione dell’Ausl rispetto ai dati raccolti e pubblicati dalla Regione Emilia Romagna hanno spinto l’Ant (Associazione Nazionale Tumori) all’intervento che pubblichiamo qui di seguito. Pochi giorni fa è stata proprio l’associazione che assiste i malati di tumore sino allo stadio terminale che ha diffuso le conclusioni dello studio commissionato dalla giunta Bonaccini.
«La dottoressa Poppi - scrive Jacopo Tamanti (Fondazione Ant Italia onlus) cita come fonte il Rapporto della FAVO (Federazione nazionale delle Associazioni di Volontariato Oncologico) in cui il primo firmatario è lo stesso dottor Annicchiarico, direttore generale dell’Ausl di Modena. Nel Rapporto Favo è tra l’altro riservata grandissima attenzione alle attività di Ant a Modena, attenzione che non ritroviamo nell’operato delle istituzioni modenesi. Invito la dottoressa Poppi a comunicare gli stessi dati anche alla Regione Emilia-Romagna, che nel suo dossier diffuso di recente “L’assistenza nel fine vita in oncologia. Valutazioni da dati amministrativi in Emilia-Romagna”, riporta numeri e considerazioni completamente differenti. . È unicamente ai dati indicati nel dossier che facciamo riferimento. Affermare poi che Fondazione Ant Italia Onlus non sia una realtà basata sul volontariato è quanto meno fuorviante: Ant in tutta Italia assiste 10.000 persone l’anno grazie al lavoro di 520 professionisti (medici, infermieri psicologi,operatori) che garantiscono un servizio altamente specialistico. Il lavoro dei professionisti Ant è sostenuto economicamente dalle attività di raccolta fondi di oltre 2.100 volontari iscritti nel registro del volontariato Ant, attivi in 130 delegazioni in tutta Italia. Essere una realtà basata sul volontariato non esclude la possibilità di firmare convenzioni a titolo oneroso. La convenzione in essere con la Ausl di Modena, che è pari a 10.000 euro/anno, copre peraltro solo in minima parte i costi che Ant sostiene per assistere i malati di tumore a Modena e riguarda essenzialmente il supporto psicologico e non l’assistenza globale, specialistica, multiprofessionale e personalizzata che invece costituisce il nostro gold standard in dieci regioni italiane. Più in generale, su 22 milioni di bilancio, raccoglie meno del 20% da convenzioni con il sistema pubblico».
«La dottoressa Poppi - scrive Jacopo Tamanti (Fondazione Ant Italia onlus) cita come fonte il Rapporto della FAVO (Federazione nazionale delle Associazioni di Volontariato Oncologico) in cui il primo firmatario è lo stesso dottor Annicchiarico, direttore generale dell’Ausl di Modena. Nel Rapporto Favo è tra l’altro riservata grandissima attenzione alle attività di Ant a Modena, attenzione che non ritroviamo nell’operato delle istituzioni modenesi. Invito la dottoressa Poppi a comunicare gli stessi dati anche alla Regione Emilia-Romagna, che nel suo dossier diffuso di recente “L’assistenza nel fine vita in oncologia. Valutazioni da dati amministrativi in Emilia-Romagna”, riporta numeri e considerazioni completamente differenti. . È unicamente ai dati indicati nel dossier che facciamo riferimento. Affermare poi che Fondazione Ant Italia Onlus non sia una realtà basata sul volontariato è quanto meno fuorviante: Ant in tutta Italia assiste 10.000 persone l’anno grazie al lavoro di 520 professionisti (medici, infermieri psicologi,operatori) che garantiscono un servizio altamente specialistico. Il lavoro dei professionisti Ant è sostenuto economicamente dalle attività di raccolta fondi di oltre 2.100 volontari iscritti nel registro del volontariato Ant, attivi in 130 delegazioni in tutta Italia. Essere una realtà basata sul volontariato non esclude la possibilità di firmare convenzioni a titolo oneroso. La convenzione in essere con la Ausl di Modena, che è pari a 10.000 euro/anno, copre peraltro solo in minima parte i costi che Ant sostiene per assistere i malati di tumore a Modena e riguarda essenzialmente il supporto psicologico e non l’assistenza globale, specialistica, multiprofessionale e personalizzata che invece costituisce il nostro gold standard in dieci regioni italiane. Più in generale, su 22 milioni di bilancio, raccoglie meno del 20% da convenzioni con il sistema pubblico».
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