«Via Imperiale dovrebbe essere rifatta»
Ma la Provincia dice: «Non ci sono i soldi». Fiab: «Il cartello di avvertimento non basta, si tutelino davvero ciclisti e pedoni»
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MIRANDOLA. Una strada di confine, rovinata, pericolosa. Via Imperiale nasconde sempre rischi e l’incidente mortale in cui ha perso la vita la ciclista sanfeliciana Lorella Vaccari è soltanto l’apice di una situazione di fatto senza soluzioni. La proprietà è della Provincia, che pur impegnandosi non è in grado di sostenere un rifacimento totale. E allora l’installazione dei cartelli di divieto di transito per cicli e motocicli è l’unico palliativo, che non è stavolta servito.
«Lungo la provinciale 9 “Imperiale”, la Provincia ha introdotto, nel settembre 2015, il divieto di transito a tutti i mezzi a due ruote in un tratto lungo quasi 11 chilometri tra Pavignane e l’incrocio con la sp 7; il provvedimento è stato deciso per motivi di sicurezza a causa del fondo stradale dove sono presenti pericolosi avvallamenti. Dall’aprile 2014 in un breve tratto, per un franamento della scarpata del canale di bonifica, si è istituito un senso unico alternato che dal 2016 è regolato da semaforo; nei pressi di tale restringimento è avvenuto l’incidente».
I tecnici del servizio Viabilità, nell’esprimere dolore e cordoglio ai familiari di Lorella Vaccari, sottolineano che per risolvere il problema del degrado di via Imperiale, provocato dalla particolare natura argillosa e torbosa dei terreni, e ripristinare le condizioni di sicurezza, occorre realizzare un intervento di completo rifacimento, che ora la Provincia non è in grado di sostenere finanziariamente. Negli anni scorsi su quel tratto è intervenuta più volte per eliminare fessure e avvallamenti che regolarmente si formano, ma la situazione si è ora aggravata e gli interventi tampone non bastano più.
Ma gli annosi e già più volte denunciati problemi di bilancio di viale Martiri - ancora da approvare il preventivo 2017 - bloccano la programmazione degli investimenti. Quindi via Imperiale resta strada pericolosa e inaccessibile.
«Senza voler entrare nel caso specifico - dicono dalla Fiab, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta - bisogna fare tre riflessioni. Intanto è necessario che le biciclette vengano considerate un veicolo come gli altri: non possono essere mezzi di serie B. Gli automobilisti non possono vedere ciclisti e pedoni come corpi estranei, ma allo stesso tempo servono pari dignità, stessi diritti e medesimi doveri. Qualora i rapporti di forza sulle strade siano molto sfavorevoli per le bici, è necessario che le amministrazioni creino le condizioni per transitare in sicurezza. Le istituzioni non possono sottrarsi dalle responsabilità con un semplice divieto. Non è giusto. Senza infine dimenticare la questione ambientale: se non si agevola la mobilità ciclo-pedonale non risolveremo mai i problemi di inquinamento. E anche questa è una responsabilità politica».
«Lungo la provinciale 9 “Imperiale”, la Provincia ha introdotto, nel settembre 2015, il divieto di transito a tutti i mezzi a due ruote in un tratto lungo quasi 11 chilometri tra Pavignane e l’incrocio con la sp 7; il provvedimento è stato deciso per motivi di sicurezza a causa del fondo stradale dove sono presenti pericolosi avvallamenti. Dall’aprile 2014 in un breve tratto, per un franamento della scarpata del canale di bonifica, si è istituito un senso unico alternato che dal 2016 è regolato da semaforo; nei pressi di tale restringimento è avvenuto l’incidente».
I tecnici del servizio Viabilità, nell’esprimere dolore e cordoglio ai familiari di Lorella Vaccari, sottolineano che per risolvere il problema del degrado di via Imperiale, provocato dalla particolare natura argillosa e torbosa dei terreni, e ripristinare le condizioni di sicurezza, occorre realizzare un intervento di completo rifacimento, che ora la Provincia non è in grado di sostenere finanziariamente. Negli anni scorsi su quel tratto è intervenuta più volte per eliminare fessure e avvallamenti che regolarmente si formano, ma la situazione si è ora aggravata e gli interventi tampone non bastano più.
Ma gli annosi e già più volte denunciati problemi di bilancio di viale Martiri - ancora da approvare il preventivo 2017 - bloccano la programmazione degli investimenti. Quindi via Imperiale resta strada pericolosa e inaccessibile.
«Senza voler entrare nel caso specifico - dicono dalla Fiab, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta - bisogna fare tre riflessioni. Intanto è necessario che le biciclette vengano considerate un veicolo come gli altri: non possono essere mezzi di serie B. Gli automobilisti non possono vedere ciclisti e pedoni come corpi estranei, ma allo stesso tempo servono pari dignità, stessi diritti e medesimi doveri. Qualora i rapporti di forza sulle strade siano molto sfavorevoli per le bici, è necessario che le amministrazioni creino le condizioni per transitare in sicurezza. Le istituzioni non possono sottrarsi dalle responsabilità con un semplice divieto. Non è giusto. Senza infine dimenticare la questione ambientale: se non si agevola la mobilità ciclo-pedonale non risolveremo mai i problemi di inquinamento. E anche questa è una responsabilità politica».
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