Zerbini pubblicitari, la maggioranza blinda gli incassi delle multe
L’assessore Bosi (Mdp): «Va pagato tutto, come da legge» Poi non vuole che si parli di “tassa” o “balzello”...
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MODENA. la cosiddetta “tassa sullo zerbino” - definizione coniata da Confesercenti e ripresa da giornali, tv e opposizione ma contestata dall’amministrazione comunale - continua a fare discutere a Modena e l’Italia.
La vicenda è partita alcuni giorni fa quando alcuni esercenti modenesi si sono inviperiti perché una società concessionaria della pubblicità per conto del Comune ha fatto multe da centinaia di euro ai commercianti che a suo avviso non rispettavano le regole.
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La ragione? I negozi sanzionati sono stati accusati di aver messo il proprio nome sullo zerbino, per l’appunto: per la concessionaria è pubblicità non pagata. Di qui la definizione degli zerbini fuorilegge a insindacabile giudizio della concessionaria che ha subito fatto partire le multe senza avvisare nessuno.
«Questo balzello - spiega Marco Chincarini consigliere di Per Me Modena - finisce diritto insieme a tasse come quella sull’ombra, sui ballatoi e le paludi. Il Comune potrebbe applicare anche queste tassazioni che a tutt’oggi sono presenti nella legislazione italiana. Perché l’amministrazione non si sbizzarrisce? Modena mi risulta sia l’unico Comune in Italia che fa pagare la tassa sugli zerbini dei negozi con modalità che non mi pare che esistano in altre città».
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In precedenza l’assessore al bilancio Andrea Bosi (Mdp) aveva ricordato, a proposito dell’interrogazione presentata da Adolfo Morandi di Forza Italia: «La fantasia di Morandi supera i confini e si confonde: non esiste alcun balzello sugli zerbini perché la vicenda riguarda l’intera pubblicità esterna, esposta e non pagata da alcuni esercizi. E’ così dal ’93, mentre già dal 2011 parliamo di questo argomento. Comunque il regolamento comunale non può fare altro che recepire la legge nazionale in materia, altrimenti compie atti illegittimi come l’omissione di atti di ufficio. Non c’è alcun controllo della società di gestione Ica sullo zerbino ma su tutta la pubblicità. In qualche caso essa era pari a 9 metri quadri quando il limite è di 5 e lo zerbino è ampio un metro circa».
La disfida dello zerbino prosegue con il consigliere Morandi che replica: «Ica ha multato i commercianti, in qualche caso con migliaia di euro, perché c’era il marchio del negozio sullo zerbino. Non si poteva, visto il momento di crisi economica, avvisare prima? Altrimenti mi pare sia una odiata tassa sul macinato ottocentesca. La loro è stata una mancanza grave perchè avevano già pagato la tassa di occupazione dello spazio pubblico al Comune». Marco Forghieri del Pd rileva «un grosso scollamento tra esercenti e loro associazioni di categoria» mentre Luca Fantoni ha rivelato: «Chi produce gli zerbini non sapeva nulla di questa tassa».
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