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«Clima, c’è speranza nonostante Trump» 

«Clima, c’è speranza nonostante Trump» 

Lombroso, studioso dei cambiamenti climatici, è deluso: «Ma non smettiamo di impegnarci, anche qui a Modena»

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«Evidentemente il presidente dell’America Trump non ha letto il mio libro sul clima che gli ho spedito, a differenza della Segreteria di Stato del Vaticano che invece mi ha mandato una lettera di risposta».
È l’ironica e amara, al tempo stesso, considerazione di Luca Lombroso dell’Università di Modena, il più noto meteorologo modenese, che un mese fa aveva scritto una lunga lettera al presidente degli Stati Uniti Donald Trump chiedendogli di leggere il suo volume “Ciao Fossili - Cambiamenti climatici resilienza e futuro post carbon” (Artestampa). Un volume che traccia un quadro delle prospettive ambientali rispetto all’inquinamento e alla presenza dell’uomo.
Il capo dell’America non solo non ha risposto - come poteva essere ipotizzabile - ma è di queste ore la decisione di portare gli Usa fuori dall’accordo di Parigi sul clima.
Si tratta del principale accordo al mondo che definisce un piano d’azione globale, inteso a rimettere tutti gli stati sulla buona strada per evitare cambiamenti climatici pericolosi, limitando il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2ºC. Una decisione prevedibilissima, ma che fino all’ultimo il mondo ha sperato non arrivasse. Lombroso compreso.
«Gli Usa - spiega Lombroso - insieme a Siria, visto la condizione attuale di quella terra, e Nicaragua sono l’unico stato che al momento non è dentro quell’accordo. Trump lo aveva promesso ai suoi elettori e l’ha fatto, ma il fatto non va minimizzato perché l’obiettivo dei 2 gradi in meno è difficilissimo da raggiungere. Senza l’America diventa un obiettivo irrealizzabile, va detto».
Trump dunque in contrapposizione con il mondo,
«Non solo, in contrapposizione anche con larga parte dello stesso territorio americano visto che appena ha detto che lui guarda agli elettori di Pittsburgh e non a quelli di Parigi gli ha risposto il sindaco della città in Pennsylvania. Lo ha smentito subito e poi esiste un video virale con l’attore e politico Arnord Schwarzenegger che in stile Terminator gli ricorda che la California e un’altra decina di stati Usa invece andranno avanti a ridurre l’inquinamento».
Se da un lato Trump dice che l’accordo di Parigi limita il sistema economico del suo Paese, Lombroso sulla vicenda è comunque ottimista: «Gli Usa hanno annunciato l’uscita da Parigi ma prima che la decisione sia “ratificata”, ovvero le procedure diplomatiche internazionali prendano atto della decisione, passeranno tre anni e gli americani saranno sulla soglia di nuove elezioni presidenziali...».
In Italia, e in particolare sul nostro territorio le cose non vanno comunque benissimo: a Modena, il traffico è ancora elevato e stanno per essere messi in cantiere la nuova Bretella e la Cispadana anche se ci sono i primi tentativi di riduzione dell’inquinamento.
«Le conferenze sul clima - continua il meteorologo modenese - sono continue: ad esempio noi come università di Modena e Reggio abbiamo chiesto di potere fare formalmente parte della prossima che a novembre si terrà a Bonn in Germania. Uno stato, quello con le maggiori responsabilità, non può bloccare il mondo e mi pare una cosa stile anni Trenta quando molti sposavano il futuro con le automobili e i conservatori restano a viaggiare in carretto».
E Modena?
«C’è un buon piano regionale di riduzioni, ma solo nel 2050 mentre si continua a parlare di nuove strade per auto, come la bretella annunciata dal ministro Delrio. Sotto la Ghirlandina bene il nuovo car sharing, ma a me pare particolarmente costoso».
Stefano Luppi

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