Da Carpi fino a Santiago per un patto di 15 anni fa
di Serena Arbizzi
L’avventura degli ex bancari Paolo Foroni, Ugo Coppi e Vogle Ronchetti «Un impegno preso quando lavoravamo insieme, mantenuto ora, in pensione»
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Lo avevano promesso 15 anni fa: dopo la pensione avrebbero affrontato un lungo viaggio a piedi. Il patto, stretto quando erano ancora ben lontani dalla pensione, si sta trasformando in realtà in questi giorni.
I carpigiani Paolo Foroni, 60 anni, Ugo Coppi, 63 e Vogle Ronchetti, 68, stanno affrontando un percorso di 1700 chilometri a piedi che dalla cittadina francese Vézelay, vicino a Digione, e hanno previsto di tagliare il traguardo di Santiago di Compostela il 20 luglio. Tutto questo tenendo un “diario di bordo” su Facebook in cui annotano le esperienze più curiose di cui sono protagonisti durante il tragitto.
«Io e Ugo siamo andati in pensione da poco dopo avere lavorato alla Bper, agenzia 3 di via Vasco De Gama, rispettivamente per 40 e 42 anni - racconta Paolo Foroni - Avevamo deciso 15 anni fa che saremmo partiti per questo viaggio: 1600 chilometri. Un traguardo impegnativo, ma grazie all’allenamento intrapreso con il Cai, affrontabile. Il segreto per cimentarsi in un viaggio come il nostro? Ci vogliono molta calma e grande spirito di gruppo. Capacità di aspettare chi rimane indietro e di aiutarsi a vicenda. Ogni giorno camminiamo per un numero di chilometri differente: tutto dipende dal luogo in cui troviamo un alloggio in cui dormire. Un problema che non dovremo certo affrontare quando saremo a Santiago: lì gli alberghi abbondano. Ma ora che ci troviamo a Perigeaux, a 1100 chilometri dalla meta finale e attraversiamo paesini molto piccoli: alloggiamo dove capita perché i rifugi in cui ci imbattiamo, di solito, hanno al massimo sei posti. Domani sera, però, abbiamo già in programma di dormire nel castello medievale di Chateau de Puyferrat».
Sulla strada i tre sono diventati amici di altri pellegrini. «Nella nostra compagnia ci sono il lussemburghese di origine italiana Christian Mantovanelli - prosegue Foroni - che ha venduto il ristorante per partire; Roberto De Cristofaro di Padova e Antonio Cella di Milano».
Il gruppo di pellegrini non teme gli ostacoli in cui potrebbero incappare sul percorso, nelle zone più isolate. «Di solito la nostra compagnia è sempre numerosa - aggiunge Foroni - Poi Ugo Coppi l’anno scorso è arrivato secondo agli Europei con il lancio del disco...».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I carpigiani Paolo Foroni, 60 anni, Ugo Coppi, 63 e Vogle Ronchetti, 68, stanno affrontando un percorso di 1700 chilometri a piedi che dalla cittadina francese Vézelay, vicino a Digione, e hanno previsto di tagliare il traguardo di Santiago di Compostela il 20 luglio. Tutto questo tenendo un “diario di bordo” su Facebook in cui annotano le esperienze più curiose di cui sono protagonisti durante il tragitto.
«Io e Ugo siamo andati in pensione da poco dopo avere lavorato alla Bper, agenzia 3 di via Vasco De Gama, rispettivamente per 40 e 42 anni - racconta Paolo Foroni - Avevamo deciso 15 anni fa che saremmo partiti per questo viaggio: 1600 chilometri. Un traguardo impegnativo, ma grazie all’allenamento intrapreso con il Cai, affrontabile. Il segreto per cimentarsi in un viaggio come il nostro? Ci vogliono molta calma e grande spirito di gruppo. Capacità di aspettare chi rimane indietro e di aiutarsi a vicenda. Ogni giorno camminiamo per un numero di chilometri differente: tutto dipende dal luogo in cui troviamo un alloggio in cui dormire. Un problema che non dovremo certo affrontare quando saremo a Santiago: lì gli alberghi abbondano. Ma ora che ci troviamo a Perigeaux, a 1100 chilometri dalla meta finale e attraversiamo paesini molto piccoli: alloggiamo dove capita perché i rifugi in cui ci imbattiamo, di solito, hanno al massimo sei posti. Domani sera, però, abbiamo già in programma di dormire nel castello medievale di Chateau de Puyferrat».
Sulla strada i tre sono diventati amici di altri pellegrini. «Nella nostra compagnia ci sono il lussemburghese di origine italiana Christian Mantovanelli - prosegue Foroni - che ha venduto il ristorante per partire; Roberto De Cristofaro di Padova e Antonio Cella di Milano».
Il gruppo di pellegrini non teme gli ostacoli in cui potrebbero incappare sul percorso, nelle zone più isolate. «Di solito la nostra compagnia è sempre numerosa - aggiunge Foroni - Poi Ugo Coppi l’anno scorso è arrivato secondo agli Europei con il lancio del disco...».
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