convegno a formigine
Dalla marmellata all’innovazione: amarene protagoniste
FORMIGINE. Si svolgerà domani, nella consiliare del castello, un convegno internazionale sull’amarena. A guidarlo le università di Modena e Bologna e l’Accademia nazionale di agricoltura. Moderatore...
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FORMIGINE. Si svolgerà domani, nella consiliare del castello, un convegno internazionale sull’amarena. A guidarlo le università di Modena e Bologna e l’Accademia nazionale di agricoltura. Moderatore dell’evento sarà il professor Cesare Intrieri della facoltà di Agraria dell’ateneo bolognese. Ma perché proprio a Formigine un tema simile? Semplice, sarà celebrata la recente sperimentazione di modelli d’impianto industriali per la coltivazione delle amarene - già collaudati in Italia ed in Europa nella viti - nella tenuta Cà del Rio di Casinalbo.
«Non faremo solo il punto della situazione sulle tecniche di coltivazione all’avanguardia con la presenza di un ospite speciale, il professor Ronal Perry della Michigan State University - dice Stefano Lugli, agronomo dell’Università di Bologna - Parleremo anche delle proprietà dell’amarena, un frutto tanto piccolo ma prezioso alleato della salute». Numerose ricerche, infatti, evidenziano come le amarene, rispetto alle più diffuse ciliegie, contengano mediamente minori quantità di zuccheri e maggior vitamina A, betacarotene e sostanze fenoliche, fondamentali per il benessere.
Non tutti però sanno che la storia delle amarene affonda le radici nel territorio pedecollinare modenese. Numerose sono infatti le testimonianze che parlano della presenza della pianta in angoli soleggiati di caseggiati rurali e giardini. Tradizioni che ogni modenese ha tramandato preparando confetture, dolci o macedonie con i frutti del proprio albero, una sorta di km zero quando ancora non esisteva.
«Testimonianze che evidenziano un legame storico con il territorio sfociato nel riconoscimento del marchio Igp - ricorda il professor Rino Ghelfi di Scienze Agrarie di Bologna - per la confettura di amarene brusche di Modena, primo marchio attribuito ad una referenza ortofrutticola trasformata. Ora il consorzio movimenta circa il 50% delle amarene prodotte in Italia».
Anche a Formigine, grazie alle ricerche di Giuseppe Corradini dell’associazione di Storia locale “Zanni”, sono state trovate delle testimonianze risalenti alla seconda metà dell’Ottocento, che parlavano della conservazione delle amarene e di una buonissima torta. (ft)
«Non faremo solo il punto della situazione sulle tecniche di coltivazione all’avanguardia con la presenza di un ospite speciale, il professor Ronal Perry della Michigan State University - dice Stefano Lugli, agronomo dell’Università di Bologna - Parleremo anche delle proprietà dell’amarena, un frutto tanto piccolo ma prezioso alleato della salute». Numerose ricerche, infatti, evidenziano come le amarene, rispetto alle più diffuse ciliegie, contengano mediamente minori quantità di zuccheri e maggior vitamina A, betacarotene e sostanze fenoliche, fondamentali per il benessere.
Non tutti però sanno che la storia delle amarene affonda le radici nel territorio pedecollinare modenese. Numerose sono infatti le testimonianze che parlano della presenza della pianta in angoli soleggiati di caseggiati rurali e giardini. Tradizioni che ogni modenese ha tramandato preparando confetture, dolci o macedonie con i frutti del proprio albero, una sorta di km zero quando ancora non esisteva.
«Testimonianze che evidenziano un legame storico con il territorio sfociato nel riconoscimento del marchio Igp - ricorda il professor Rino Ghelfi di Scienze Agrarie di Bologna - per la confettura di amarene brusche di Modena, primo marchio attribuito ad una referenza ortofrutticola trasformata. Ora il consorzio movimenta circa il 50% delle amarene prodotte in Italia».
Anche a Formigine, grazie alle ricerche di Giuseppe Corradini dell’associazione di Storia locale “Zanni”, sono state trovate delle testimonianze risalenti alla seconda metà dell’Ottocento, che parlavano della conservazione delle amarene e di una buonissima torta. (ft)
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