Gazzetta di Modena

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Maurizio, l’artigiano che fa brillare il Louvre 

di Marco Pederzoli
Maurizio, l’artigiano che fa brillare il Louvre 

Savignano. Lo chiamano “Il Sommo” per l’abilità nella levigazione dei pavimenti Ha lavorato da Pavarotti, Ligabue e Morandi. «Ma ricordo i tempi della fame»

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SAVIGNANO. Si chiama Maurizio Corneti, è savignanese e ha 57 anni, ma molti lo conoscono per il suo soprannome: “Il Sommo”. Motivo: nel suo mestiere è l’eccellenza, tanto che per lui parla il curriculum: non solo ha rimesso a nuovo i pavimenti del castello di Vignola o di Palazzo Tonelli a Carpi, ma ha ricevuto commissioni dal Louvre di Parigi, ha girato mezza Europa per sistemare i pavimenti di castelli e palazzi e a lui si sono rivolti e continuano a rivolgersi diversi vip di fama nazionale e internazionale, dall’indimenticato Luciano Pavarotti a Francesco Guccini, da Gianni Morandi a Valerio Massimo Manfredi, da Luciano Ligabue a varie personalità ecclesiastiche.
Ora, la domanda è: cosa fa il Sommo? «Io faccio il trattatore di pavimenti in materiali lapidei - risponde - e lo so che è un mestiere che non si trova negli elenchi tradizionali. Ma non saprei come definirlo altrimenti. Perché un conto è fare il levigatore, che per definizione toglie materiale da ciò che leviga, mentre io tratto appunto un pavimento con vari prodotti, soprattutto di origine naturale, per riportarlo all’antico splendore».
Ci vorrebbe un libro per narrare i tanti aneddoti che il Sommo ha da raccontare (a proposito, questo soprannome glielo diede nel 2012 l’architetto del Louvre, quando vide come aveva brillantemente risolto il restauro di una cera rossa su cemento antico), ma basti dire che fino al 1990 faceva l’agricoltore, poi suo suocero lo avvicinò al mondo della levigatura, si appassionò e per dieci anni fece praticantato. Nel 2000 è poi entrato nel mercato degli artigiani.
«A quei tempi - ricorda - non avevo nulla. Solo tanta rabbia e tanta fame. Un restauratore di Modena, che avevo conosciuto tempo prima, mi chiamò e mi disse: avrei da restaurare un pavimento a Palazzo Tonelli, a Carpi. Potresti aiutarmi?».
Io, per non fare vedere che ero alla fame, dissi: «Chiamami domani che guardo in agenda. E il giorno dopo non vedevo l’ora che chiamasse. Fortunatamente mi ricontattò e da lì iniziai a lavorare alla grande. Sono cresciuto soprattutto con il passaparola. La differenza tra me e gli altri? I prodotti che uso per trattare. Molti vanno in ferramenta e si accontentano. Io invece mescolo i prodotti, li provo, li sperimento. Tanto che oggi, ad esempio, il cotto lo sento quasi parlare, e so che prodotti mi chiede».

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