Medaglia d’oro a una coppia generosa
La massima onorificenza civile, la medaglia d’oro della presidenza della Repubblica, per due persone che in occasione del terremoto sono diventati il sostegno per 130 persone alloggiate con tanto di...
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La massima onorificenza civile, la medaglia d’oro della presidenza della Repubblica, per due persone che in occasione del terremoto sono diventati il sostegno per 130 persone alloggiate con tanto di vitto all’interno del parco della loro villa.È stata consegnata ieri ai farmacisti di Concordia: il dottor Renzo Belli e la dottoressa Carla Cestari (nella foto) . Questa la motivazione letta in occasione della consegna.
«Titolari della farmacia del paese, durante un forte sisma, nonostante il grave lutto per l’improvvisa perdita pochi giorni prima del figlio, allestivano nel giardino antistante la propria abitazione un centro di accoglienza per le persone che avevano perso la casa, garantendo, inoltre, la fornitura dei farmaci all’intera popolazione anche gratuitamente. Uno splendido esempio di umana solidarietà e di elevate virtù civiche». Commossi Renzo e Carla: «Sapevamo di una onorificenza, mai ci saremmo aspettati fosse di questo livello. Noi abbiamo fatto quello che ci sentivamo di fare. Dopo la morte di nostro figlio ci siamo detti: “Non chiudiamoci in noi, apriamoci agli altri nel suo ricordo. E così abbiamo fatto».-
«Titolari della farmacia del paese, durante un forte sisma, nonostante il grave lutto per l’improvvisa perdita pochi giorni prima del figlio, allestivano nel giardino antistante la propria abitazione un centro di accoglienza per le persone che avevano perso la casa, garantendo, inoltre, la fornitura dei farmaci all’intera popolazione anche gratuitamente. Uno splendido esempio di umana solidarietà e di elevate virtù civiche». Commossi Renzo e Carla: «Sapevamo di una onorificenza, mai ci saremmo aspettati fosse di questo livello. Noi abbiamo fatto quello che ci sentivamo di fare. Dopo la morte di nostro figlio ci siamo detti: “Non chiudiamoci in noi, apriamoci agli altri nel suo ricordo. E così abbiamo fatto».-
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