Gazzetta di Modena

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Modena 240 in più, Carpi 250 in meno 

di Luca Gardinale
Modena 240 in più, Carpi 250 in meno 

Le disparità sul numero di migranti ospitati rispetto a quelli previsti mettono in difficoltà la gestione dell’emergenza 

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Davanti a tutti c’è Mirandola, anche se ovviamente sul numero pesa il fattore terremoto, che finora ha fatto sì che nessun richiedente asilo fosse assegnato al Comune capodistretto dell'Area nord. Poco dietro, però, c’è Carpi, che al momento sembra essere in pole position per i prossimi arrivi. E poi il Distretto Ceramico: anche qui c’è un certo scarto tra la quota prevista dal ministero e i numeri dell’accoglienza effettiva, così come per le Terre di Castelli. Numeri diversi, invece, per l’area che fa capo a Castelfranco e per l’Appennino, che hanno quasi raggiunto la quota indicata da Roma, mentre per il capoluogo vale la logica opposta: un po’ come avviene nelle altre città emiliano-romagnole, Modena ha già raggiunto e superato da tempo la quota prevista, accogliendo di fatto più profughi di quanto dovrebbe. Sono i numeri dell’accoglienza secondo i dati elaborati da Prefettura di Bologna e Anci al 9 maggio e che confrontano il numero di richiedenti asilo che ogni distretto dovrebbe accogliere, secondo il nuovo piano ministeriale, e le presenze effettive.
Modena vs Carpi. Numeri (mai diffusi dalla Prefettura di Modena) che giovedì scorso hanno portato l’assessore comunale al Welfare Giuliana Urbelli a far notare al prefetto che il capoluogo ha già dato tanto - a maggior ragione con l’arrivo di 54 nuovi richiedenti asilo nella struttura di via Milano - e che con i prossimi arrivi dall’hub di Bologna l'accoglienza toccherà al resto della provincia. Il che, probabilmente, significa che toccherà a Carpi, dove secondo i dati della Prefettura i profughi accolti sono 95, a fronte di una quota prevista di 345 (dunque con uno scarto di 250 richiedenti asilo).
La Bassa. Discorso diverso per la Bassa, dove pesa la questione sisma, ma certamente con i prossimi arrivi qualche profugo arriverà anche nell’area che fa capo a Mirandola, dove sarebbero previsti 278 richiedenti asilo (mentre al momento, proprio per la poca disponibilità di case dopo il terremoto, il numero di presenze è ancora fermo a zero): a questo proposito, ieri il sindaco di San Felice ed ex presidente dell’Unione Area Nord Alberto Silvestri ha fatto sapere che la prossima settimana ci sarà un incontro tra i sindaci e i rappresentanti delle cooperative che gestiscono l’accoglienza.
Il resto della provincia. Scarti più ridotti nei distretti che fanno capo a Sassuolo e a Vignola, dove “mancano” rispettivamente 175 e 111 profughi secondo le previsioni del ministero. Pavullo, invece è sotto di 49 arrivi (93 presenze su 142 profughi previsti), mentre Castelfranco ha praticamente raggiunto l’obiettivo, con uno scarto di soli 24 richiedenti asilo.
In città. Molto diversa, come detto, la situazione di Modena città, dove i profughi accolti sono 845 (escludendo i 54 ospitati in via Milano, sempre che si tratti realmente di un’accoglienza temporanea) a fronte dei 605 previsti dal ministero, ovvero il 40% in più. Considerando tutta la provincia, i profughi previsti sono 2304, mentre quelli effettivamente ospitati sono 1657, con uno scarto di 647.
In Regione. E quella del capoluogo è una situazione simile a quella delle altre città della regione: Bologna, ad esempio, ospita 1646 richiedenti asilo contro i 773 previsti, mentre tutti i distretti della provincia sono sotto la quota prevista. Anche Parma ospita più richiedenti asilo di quanto dovrebbe (989 presenze a fronte di una quota prevista di 726, mentre in provincia solo l’area di Fidenza ha superato la quota indicata da Roma). Numeri importanti anche per Reggio, dove il capoluogo ospita 1234 profughi a fronte di una richiesta di 741, mentre per la provincia vale lo stesso discorso fatto per il Modenese.

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