Gazzetta di Modena

Modena

Carpi: «Profughi in meno Pronti ad ospitarne altri» 

di Serena Arbizzi
Carpi: «Profughi in meno Pronti ad ospitarne altri» 

L’assessore Depietri: «Siamo sotto quota, ma possiamo accogliere 145 persone» «Saranno utilizzati per lavori utili». Ricerca alloggi: c’è chi offre un appartamento

3 MINUTI DI LETTURA





«I profughi che arriveranno nei comuni dell’Unione delle Terre d’Argine potranno essere 345 complessivamente. Saranno spalmati fra tre comuni: Carpi, Soliera e Campogalliano. Carpi è il comune più grande e, di conseguenza, ospiterà il numero maggiore di profughi: fino a 245, anche se ora, in città, se ne contano poco più di 100. Stiamo progettando di impiegarli per lavori socialmente utili, ma speriamo che lo Stato ci venga incontro togliendo qualche vincolo burocratico».
Così l’assessore ai servizi sociali del Comune di Carpi Daniela Depietri interviene per commentare i dati resi noti ieri dalla Gazzetta di Modena, circa la distribuzione dei profughi sul territorio modenese dove risulta che l’area di Carpi debba accoglierne altri 250.
La titolare della delega all’immigrazione tiene a precisare di lavorare per garantire che il territorio carpigiano, così come gli altri comuni delle Terre d’Argine con cui si collabora strettamente, possa fornire accoglienza, in accordo con la Prefettura. Finora, le cooperative che si stanno occupando dei profughi in città sono Caleidos e Leone Rosso. A queste si aggiungerà presto Il Mantello: questi stranieri sono tutti collocati in appartamento e sono stati distribuiti in più punti della città e delle frazioni. Una decina sono in un alloggio in via Guido Fassi, altri sono stati stanziati in via Ugo da Carpi, altri ancora a San Marino, mentre un gruppo ha trovato dimora in via Roosevelt.
«Crediamo che l’accoglienza diffusa sia la soluzione migliore - prosegue l’assessore Depietri - Abbiamo sempre collaborato con la Prefettura per accogliere. Spesso ci rapportiamo con diverse realtà pubbliche e private, così come con le cooperative, per dare consigli sulle zone in cui si trovano gli alloggi, o per chiedere se c’è disponibilità di qualche appartamento. Facciamo questo anche tramite le parrocchie».
E l’altro giorno l’assessore ha ricevuto la segnalazione di un soggetto privato che vorrebbe offrire il proprio alloggio ai profughi.
«Non siamo ancora del tutto preparati ad affrontare l’emergenza di nuovi arrivi: non abbiamo strutture da mettere a disposizione - prosegue Depietri - Ogni volta che il Prefetto convoca me e il sindaco Bellelli, noi siamo soliti rispondere illustrando le nostre problematiche, che ogni giorno tocchiamo con mano e sono ancora legate ai danni provocati dal terremoto del 2012».
Il Comune di Carpi, poi, è partito in ritardo nell’accogliere, rispetto ad altre realtà sul territorio: questo perché, inizialmente, era inserito nel “cratere” sismico che poi si è ridotto ai comuni dell’Ucman (Unione dei comuni modenesi dell’area nord) cui si somma Novi. «Siamo sotto quota, lo sappiamo - continua l’assessore ai servizi sociali- ci adegueremo. Certo che, se le quote in capo ai 10 comuni fossero state spalmate un po’ di più nella regione, sarebbe stato diverso. Avremmo respirato un po’ di più…».
Nel frattempo, si pensa a quali mansioni assegnare ai profughi che sono sul territorio.
«Stiamo dialogando con le associazioni di volontariato per vedere come inserire i nuovi arrivati in contesti di volontariato - specifica Depietri - e per quali compiti potrebbero essere più idonei per queste persone».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google