Gazzetta di Modena

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La Delizia Estense vende  l’oro nero ai giapponesi 

di Fabrizio Tosi
La Delizia Estense vende  l’oro nero ai giapponesi 

Dal 1974 l’azienda fondata da Sante Bertoni produce ed esporta aceto balsamico La titolare, Daniela: «Entro il 2017 puntiamo alla conquista del mercato cinese»

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L’acetaia “Delizia Estense - eredi Sante Bertoni dal 1974” di Montegibbio sta conquistando l’attenzione di turisti e operatori internazionali. Questa piccola realtà è riuscita a espandersi oltre i confini nazionali, lanciando sul mercato due prodotti tipici modenesi: l’aceto balsamico tradizionale di Modena dop “Delizia Estense” e l’aceto balsamico di Modena Igp. L’azienda ha esportato persino in Giappone il leggendario “oro nero” regalando ai quattro fratelli Michele, Daniela, Dario e Paola, un successo che sognavano fin dal 1974, quando papà Sante, venuto a mancare nel 2014, aveva iniziato a mettere le prime fondamenta dell’azienda.
«Abbiamo visto nascere l’azienda - racconta Daniela Bertoni- mio padre era un elettricista industriale, ha avuto come cliente persino Enzo Ferrari. Anche lui, come Ferrari aveva un sogno: avere un terreno dove poter crescere i cani, coltivare le vigne e fondare la sua impresa agricola. Nel 1974 è riuscito a fare il primo passo, acquistando questo casale e io, insieme ai miei fratelli, già collaboratori di nostro padre, abbiamo deciso di seguirlo per trasformare in realtà la sua idea. Un’impresa non facile, ma affrontata consapevolmente, grazie agli studi e al sostegno di mamma Luisa, una donna in grado di sostenerci anche nei momenti più brutti. Abbiamo iniziato coltivando due varietà di lambrusco: Grasparossa e Salamino». Tra la prima vendemmia e il primo imbottigliamento i Bertoni hanno dovuto attendere 19 anni. «Abbiamo iniziato nel 1974 e nel 1993, il consorzio di tutela dell’aceto balsamico tradizionale di Modena ci ha concesso il primo imbottigliamento - prosegue Daniela Bertoni - Abbiamo trascorso quel periodo lavorando, viaggiando e studiando. Mio padre aveva frequentato dei corsi da assaggiatore alla consorteria di Spilamberto. Noi, oltre ad aiutarlo nelle operazioni base, ci siamo dati da fare, facendo conoscere l’azienda a imprenditori, turisti e appassionati. Il giorno in cui l’aceto ha ottenuto la Denominazione di origine protetta abbiamo festeggiato il nostro prodotto e il suo ottimo avvio che, in pochi anni, ha attratto l’attenzione di personaggi quali il pilota di Formula Uno, ora Gt, Andrea Montermini, il bottaio Francesco Renzi e altri estimatori della cultura nostrana. Un esempio? Il ristorante “Il Buco” di New York, aperto nel 1994 da Roberto Avalle e capitanato dallo chef catalano Roger Martinez. All’interno del locale è esposta una nostra batteria».
Dal 1974 ad oggi sono cambiate molte cose. «Innanzitutto non c’è più la lira, non c’è più nostro padre - continua Daniela - L’addio di nostro padre è stato un duro colpo. L’azienda è riuscita a resistere benissimo a questa crisi che, negli ultimi anni, sta facendo perdere il lavoro a molte persone». Per la fine dell’anno, i responsabili dell’azienda puntano a intrecciare rapporti con un mercato promettente. «Ci piacerebbe molto avviare delle trattative con il mercato cinese. Ci proveremo - conclude Bertoni - D’altra parte siamo sassolesi, non ci arrendiamo tanto facilmente. Continueremo ad organizzare delle visite, collaboreremo con Comune, associazioni, club. Faremo il possibile per arrivare ancora più in alto, rimanendo però con i piedi per terra».

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