vignola
Le delizie di “Vignaioli contrari”
A Palazzo Barozzi i vini dei piccoli produttori arrivati da tutta Italia
2 MINUTI DI LETTURA
VIGNOLA. Ha riscosso un buon successo la prima edizione di “Vignaioli Contrari”, svoltasi a Palazzo Barozzi. L’evento, organizzato da Massimo Tebaldi, Simone Balestri e Mirco Bellucci assieme a Slow Food Vignola e Valle del Panaro, ha voluto valorizzare le piccole produzioni vinicole di vignaioli provenienti da diverse regioni. Comune denominatore di questi vignaioli il fatto di seguire un metodo di produzione del vino che preveda una rifermentazione naturale. Curiosando tra i banchi allestiti nei sotterranei ristrutturati di Palazzo Barozzi, Simone Giannozzi delle Fattorie Giannozzi di Barberino Val d’Elsa (Fi) ha portato tra l’altro a Vignola il suo Chianti Colli Fiorentini, il Rosato Igt Toscano, lo Chardonnay toscano Villa Marcialla e il suo olio. «Siamo una realtà che è arrivata all’ottava generazione - ha spiegato - e siamo qui a Vignola perché mi sembra una manifestazione notevole». Massimo ed Elisabetta di Poggio delle Grazie di Castelnuovo del Garda (Vr), presentando tra l’altro un Corvina e un Cortese, hanno spiegato: «Noi lavoriamo sulla fermentazione spontanea, perché al contrario lavorando su lieviti selezionati si tende a omologare il vino. La fermentazione spontanea, invece, è espressione di un territorio». Roberto Balugani da Levizzano ha presentato tra l’altro un Rosé di Lambrusco Grasparossa “senza sboccatura, che fa durare anche di più il vino”, mentre Serena Cremaschi e Lucia Palazzini di Casoni Fabbricazioni Liquori da Finale hanno portato all’evento vignolese tre novità molto apprezzate: il Vermouth all’aceto balsamico, il Vermouth al mallo di noce e l’Amaro del Ciclista. (m.ped.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
