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Pd inizia le manovre per le candidature pensando a 5 posti 

di Davide Berti
Pd inizia le manovre per le candidature pensando a 5 posti 

Cresce l’attesa, niente primarie: Pini, Richetti, Vaccari e Baruffi verso la riconferma. Spuntano Maletti e Costi

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Non c’è ancora nulla di deciso ma, come spesso accade in politica, c’è comunque fermento. Tanto. Si discute a Roma in queste ore di legge elettorale e, di conseguenza, di voto anticipato. Se così fosse, ma ci vuole l’accordo di Pd-Forza Italia-M5S perché Mattarella prenda in considerazione l’ipotesi, tra il 24 settembre e il 15 ottobre dovrebbe cadere la data delle consultazioni.
L’ansia da prestazione riguarda soprattutto il Pd, che dovrà fare i conti con i nuovi equilibri della legge. La proposta prevede che metà dei candidati sia scelta in collegi uninominali e metà con il proporzionale. Per la Camera l’Italia è divisa in 303 collegi, e a Modena ne dovrebbero toccare tre, forse quattro perché uno in coabitazione con Reggio: Modena città e qualche addentellato, Carpi e Bassa, i comuni della cintura fino al Vignolese e la Montagna.
Le circoscrizioni in Italia, se passerà questa proposta, saranno 27, e per Modena dovrebbe coincidere con l’Emilia Romagna. Tutti i seggi saranno assegnati con metodo proporzionale: i partiti ottengono deputati in base ai voti presi a livello nazionale. Questo dato è poi ripartito a livello di circoscrizione per scegliere gli eletti. L’ordine, in ogni circoscrizione, è: prima il capolista del listino bloccato (in tutto saranno tre i nomi per la circoscrizione), poi i vincitori dei collegi, poi gli altri candidati del listino. Cosa potrà succedere? Che ci siano dei candidati vincitori nel loro collegio ai quali non sarà assegnato il seggio. Sempre tenendo il caso del Pd, Modena, Reggio Emilia e Bologna sono quelle che godrebbero di più, perché su base regionale sono quelle dove il Pd ha sempre avuto risultati migliori rispetto a Parma e Piacenza, tanto per fare un esempio. Ma per fare questi conti, tra proporzionale e posti che spettano, è presto, nemmeno l’alba. Nonostante questo si comincia a ragionare sui nomi. A cominciare dagli uscenti. Già, perché di cose certe vogliamo parlare, il fatto che non si faranno le primarie è, appunto una certezza. Richetti, ieri intervistato, è stato morbido, ma il partito non le farà. Prime scuse: poco tempo e legge più aperta. Sarà...
Tornando all’incerto, il Pd modenese ragiona su cinque nomi, bottino minimo da portare a casa: tre alla Camera e due al Senato. Sul fronte renziano riconferme certe alla Camera per Matteo Richetti e Giuditta Pini, visti anche i loro ruoli nazionali: Richetti è braccio destro di Renzi e potrebbe decidere di correre anche in altro collegio, Pini è espressione dell’accordo tra Renzi e la corrente dei “giovani turchi”. L’altro nome è della mozione Orlando, che ha in Davide Baruffi un uomo di fiducia dell’area, quotato anche a Roma. Scenderà Manuela Ghizzoni. Al Senato non ci sarà più Maria Cecilia Guerra, almeno in quota Pd. Resta Stefano Vaccari, che non dovrebbe avere problemi di riconferma. L’altro nome per il Senato, una donna, è quello che inizia a scaldare maggiormente gli animi: c’è chi dice Francesca Maletti, c’è chi dice Palma Costi. Ma c’è anche chi dice che non si andrà a votare. Questo, comunque sia, resta un classico tormentone estivo.

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