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Sovrappeso 3 bimbi su 10 e il tablet vince sullo sport 

Sovrappeso 3 bimbi su 10 e il tablet vince sullo sport 

I dati, in un convegno sul futuro degli adolescenti, ribadiscono il problema Il dottor Leti Acciaro: «Scuola e famiglie insieme devono conoscere i rischi» 

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“Okkio alla salute”, un sistema di sorveglianza sul sovrappeso e l’obesità nei bambini delle scuole primarie (6-10 anni) ed i correlati fattori di rischio, ha disegnato una mappa che mette in guardia anche la nostra provincia. Lo studio ha dimostrato come 3 bambini italiani su 10, di età compresa tra 8-9 anni, abbiano problemi di sovrappeso/obesità. In dettaglio: il 21,3% dei bambini è in sovrappeso, il 9,3% è obeso; con prevalenza maschile.
I numeri. Relativamente ai consumi alimentari, l'8% dei bambini la mattina non fa colazione, a cui bisogna aggiungere un ulteriore 33% che ne assume una non adeguata. Inoltre, il 20% dei bambini non consuma quotidianamente frutta e verdura, mentre il 36% consuma quotidianamente bevande zuccherate e/o gassate.
La percezione. La carente percezione del problema da parte dei genitori, inoltre, porta ben il 50,3% delle madri di bambini in sovrappeso a percepire il peso del proprio figlio come “normale”. Ad aggravare tutto questo vi sono i dati, allarmanti, sulla sedentarietà e la scarsità di attività fisica svolta dai bambini. Il 44% dei bambini di età compresa tra 8-9 anni ha ai nostri giorni la tv in camera, il 41% dei bambini trascorre più di 2 ore al giorno davanti a tv, tablet, cellulare e videogiochi, mentre solo il 27% va a scuola a piedi o in bicicletta. Dopo i 14 anni di età inoltre si assiste ad un drastico calo dell'accesso degli adolescenti alle attività sportive.
L’occasione. I dati sono stati spiegati nei giorni scorsi durante un convegno dal titolo “Il futuro degli adolescenti tra sport, alimentazione, prevenzione primaria e vaccini” e lì si sono tirate un po’ le somme di questa “emergenza moderna”. Presenti oltre a diversi studenti delle scuole anche ricercatori, medici e rappresentanti di università e ospedali.
«Anche quest’anno - spiega il dottor Andrea Leti Acciaro, organizzatore delle iniziative condivise tra Policlinico, Facoltà di Medicina ed Ufficio Scolastico Provinciale di Modena, affiancato dagli studenti Giuseppe Esposito ed Emiliano Barbieri - abbiamo dato seguito ad una proficua tradizione di collaborazione tra l’Ufficio Scolastico di Modena e la Facoltà di Medicina e Chirurgia. Con la dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Silvia Menabue abbiamo sempre cercato di coniugare formazione e attualità, coinvolgendo anche l’Associazione Genitori nelle iniziative. Dopo aver spaziato dalla Prevenzione agli Infortuni alle Nuove Mafie e Legalità, quest’anno abbiamo condiviso l’opportunità di affrontare una tematica altrettanto importante nell’educazione dei ragazzi delle scuole secondarie come gli stili di vita alimentari e sportivi e l’attualissima questione delle vaccinazioni nell’adolescente».
Sovrappeso. «L’obesità - continua Leti Acciaro - e la sempre maggiore attenzione al web ed ai social network costituiscono abitudini di vita dalle ricadute certamente impattanti lo sviluppo psico-fisico dei ragazzi. Alcune sono condizioni patologiche oggettive, altre sono potenziali opportunità ma anche concreti rischi nell’abuso. È necessario per la scienza approfondire epidemiologicamente questi aspetti e per gli adolescenti comprenderli maggiormente in tutte le sfaccettature ed implicazioni».
Vaccinazioni. «Per di più - chiude il dottor Leti Acciaro - in queste ore diventa operativo un decreto legge che di fatto rende possibile l’iscrizione agli asili nido e alle scuole materne ai soli bambini vaccinati, aggiungendo inoltre sanzioni economiche per i genitori che decideranno di iscrivere i loro figli non vaccinati alla scuola dell’obbligo. Questo ha reso ancor più interessante l’incontro, sviluppando considerazioni trasversali tra politica sanitaria e scolastica, come l’equilibrio delicato tra diritti e doveri nel campo della salute pubblica ed il diritto all’istruzione dei nostri ragazzi. La presenza della Regione ha valorizzato ancor più la delicata tematica del recepimento a livello regionale del decreto legge. Sottolineando i rischi delle disequità in efficacia ed efficienza organizzativa tra regioni, le criticità di personale e la disponibilità economica per l’acquisto delle dosi necessarie». (d.b.)

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