Gazzetta di Modena

Modena

«Una clinica privata al posto del punto nascite» 

di Daniele Montanari
«Una clinica privata al posto del punto nascite» 

Pavullo. Il comitato a tutela dell’ospedale al lavoro per cercare i fondi necessari «È inutile parlare con le istituzioni o protestare. Cerchiamo una strada risolutiva»

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PAVULLO. Una clinica privata in cui continuare a partorire a Pavullo dopo che il punto nascite sarà chiuso. È l’idea a cui sta lavorando il comitato “Salviamo l’ospedale di Pavullo” dopo la riunione di giovedì sera. Da domani verrà attivato uno staff di professionisti (avvocati, commercialisti, medici...) per elaborare uno studio di fattibilità da presentare a stretto giro ai cittadini nonché ai sindaci della montagna, chiedendo chiaramente se sono disponibili a starci (con un piccolo contributo) o no. Non che si voglia far pagare alle donne del Frignano l’assistenza prima gratuita: l’idea, attraverso una serie di partnership, è di creare un servizio parallelo a quello sanitario nazionale che abbia gli stessi costi di ticket. Bella sfida “pesante” quella che lancia così il comitato: se è vero che un servizio pubblico nasce per rispondere ai bisogni di un territorio, arrivare a questo significherebbe dichiarare il fallimento di un sistema.

«Ci siamo resi conto ormai dell’inutilità del dialogo con le istituzioni – sottolinea Giovanna Gianelli, vicepresidente del comitato – basta col solito percorso di proteste o tentativi di confronto, bisogna perseguire un’altra strada risolutiva. Vogliamo abbandonare una logica di sudditanza che non ha assolutamente pagato e renderci liberi prendendo in considerazione la possibilità di realizzazione di una clinica privata che sostituisca il punto nascite in via di chiusura. Abbiamo già alcuni finanziatori interessati: faremo sapere presto alla cittadinanza se riusciamo a trovare la quadratura». «È ovvio che vorremo tutti il mantenimento di un servizio pubblico – precisa Maria Cristina Bettini – ma in mancanza di dialogo con gli enti superiori, e di fronte a un lucido piano di smantellamento dell’ospedale presumibilmente già stabilito dal 2011, questo progetto potrebbe essere una valida alternativa per ridare un servizio al territorio». «Riprendiamoci quello che nostro per una strada diversa – incalza Massimo Mazzieri - il Frignano deve riavere i suoi servizi senza dipendere dalla politica di Modena o della Regione». Frignano dove peraltro non mancano esempi di realtà private di ambito socio-sanitario che funzionano. Intanto, sul lato prettamente politico i 5 Stelle rilanciano il nodo Pronto soccorso: «Da metà luglio, con l’ultimo dimissionario, ci saranno solo 7 medici in servizio sugli 11 necessari – avverte Fabio Catani – e quindi c’è il rischio di non avere più la copertura del doppio turno. Ovvero un medico che sta in Ps e l’altro che esce in ambulanza per l’emergenza. Ci sono dottori che stanno facendo turni diurni di 12 ore anziché 6, e che hanno accumulato 80 giorni di ferie. Ma il loro sacrifico per fare funzionare la struttura è vano se la politica non affronta il problema».

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