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Modena: Autismo, la “lezione” di Achille

Eleonora Degoli
Modena: Autismo, la “lezione” di Achille

Storia di un 18enne che insegna inglese ai bambini raccontando storie. E che sogna di farne un lavoro

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MODENA. Achille Missiroli ha 18 anni, frequenta il quinto anno di un istituto tecnico e legge storie in inglese agli alunni di scuole medie ed elementari. Lo fa all'interno del progetto scuola-lavoro voluto dalla legge 107. Una storia come tanti studenti delle superiori, con una piccola differenza: Achille è affetto da autismo. Ma ai bambini non importa, completamente entusiasti, al primo incontro non se n'erano nemmeno accorti. «È stata proprio una bella esperienza - racconta Achille - i bambini mi adoravano tutti.

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Tanto che mi hanno dato un trofeo! C'era scritto sopra "Al miglior insegnante"». Il premio gli è stato donato dagli alunni della scuola elementare di Modena Nicola Pisano, in cui il ragazzo ha fatto la sua prima esperienza. A questa sono seguite altre letture di storie in inglese nelle elementari Gianni Rodari, nelle Martin Luther King e nelle medie Cavour e Leopardi di Castelnuovo. La prossima tappa è un centro estivo, sempre in lingua inglese. I bambini vorrebbero che Achille tornasse e lo stesso vale per lui. «Magari ad Halloween - dice il ragazzo - ci vorrà un po', ma posso aspettare. Fino ad ora ho letto una storia di fantasmi, una su Dracula, Alice nel paese delle meraviglie, poi una su uno scienziato pazzo...». Storie lette con una pronuncia inglese perfetta. Come ha fatto ad apprenderla? Lui risponde: «Dovreste ringraziare i vostri cervelli se avete inventato il World Wide Web».

Grazie alle sue passioni per serie televisive come il Doctor Who e all'aiuto di YouTube, il giovane è riuscito infatti a memorizzare la corretta pronuncia inglese. «Achille ha l'attitudine a recuperare in modo perfettamente identico i suoni che sente. Questo gli ha permesso di fare una recita con un gruppo di ragazzi normotipici in inglese in cui l'insegnante è riuscita a fargli fare uno slang addirittura australiano». Lo spiega Marcella Vaccari, educatrice che segue Achille da quando era piccolo. Se internet ha dato una mano con la pronuncia, «La maggior parte dell'aiuto è stato della Marcy», ammette lui. È stata infatti lei ad avere l'idea di sfruttare le capacità del ragazzo per il progetto di alternanza scuola-lavoro. L'ha chiamato "Progetto fuoriclasse" ed ora che Achille è giunto alla fine del suo percorso scolastico, vorrebbe che diventasse un lavoro. «Vorrei che gli venisse riconosciuta questa professionalità - spiega Vaccari - perché il progetto sta riuscendo molto bene nelle scuole. Sono contenta perché lui promuove una sua abilità, una sua competenza in un contesto di normalità. Ciò che manca è l'aspetto della retribuzione

. Parliamo di cose minime, però sono importanti. Perché non dargli l'opportunità, non dico di potersi creare uno stipendio completo, però di svolgere un lavoro?». Il giovane insegnante è un ragazzo molto intelligente. Ha un Qi alto, pari a 111 sulla scala non verbale, è molto bravo in matematica ed ha una buonissima memoria. Riesce quindi a ricordare le date di storia e, nel caso delle lingue, a memorizzare e riprodurre perfettamente i suoni voluti dalla pronuncia. Tutte caratteristiche che fanno delle sue lezioni una grande opportunità, sia per lui che per le classi. «Ovviamente il progetto presenta delle aree di criticità, - fa però presente Marcella - la sua disabilità lo rende molto fragile dal punto di vista della comunicazione, della socializzazione e delle autonomie personali». Per questo motivo Achille è sempre accompagnato. D'altra parte i bambini sanno essere stancanti, come ammette lui stesso: «Mi circondavano tutti, non mi lasciavano un attimo di respiro. Tornavo a casa strafatto, ma soddisfatto». Ciò che più ama della sua esperienza è «lo stare in compagnia». D'altra parte, alla domanda su cosa vorrebbe fare da grande, lui risponde: «Lavorare con gli esseri viventi».

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