Gazzetta di Modena

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E con il Mercurdino spazio alla fantasia dei più piccoli 

di Agnese Facchini
E con il Mercurdino spazio alla fantasia dei più piccoli 

Domenica speciale dedicata ai bambini e ai loro genitori Letture, bolle magiche, trampolieri e la mini-mongolfiera

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CASTELVETRO . Il Mercato dell’Assurdo apre sempre più le porte a coloro che di fantasia si nutrono quotidianamente, i bambini. Ed ecco che ad ogni edizione aumentano gli ambienti dedicati a loro, i piccoli creativi naturali, fino ad arrivare quest’anno a un vero e proprio percorso multisensoriale, che parte dall’udito, per coinvolgere la vista, il tatto e il gusto. È pensato così il “Mercurdino – Mercurdo a misura di bambino”, un evento nell’evento che si è tenuto ieri, seguendo un piccolo itinerario dal cortile della Biblioteca Comunale, fino a Piazza Roma. La piccola manifestazione è stata strutturata con la sensibilità di chi conosce i bisogni dei piccoli (fascia 0-6 anni) e quelli dei loro genitori: due letture a cura delle volontarie di “Nati per Leggere”, il progetto territoriale di lettura infantile dell’Unione Terre di Castelli, seguite da uno spettacolo di bolle magiche, che ha riscosso un grande successo tra l’eterogeneo pubblico di grandi e piccini. Segnalato in un colore diverso sul programma cartaceo, il Mercurdino è stato facilmente identificabile e quindi accessibile per tutti quei genitori che hanno scelto di visitare questa biennale in una fascia oraria a misura di bambino.
«Sicuramente è aumentata l’attenzione verso l’infanzia – ha spiegato l’assessore alla cultura Giorgia Mezzacqui, la quale è anche mamma, quindi particolarmente recettiva alle problematiche dei genitori – e abbiamo scelto la domenica pomeriggio per gli spettacoli dedicati ai bambini, momenti che vogliono fare sognare, emozionare e usare la fantasia, strutturati in un percorso che segue un flusso di incontri di vario tipo per coinvolgere tutti». Infatti, a seguire, Piazza Roma si è animata, alla stregua di un teatro vivente, seguendo un movimento verso l’alto, quasi evocando una metafora di libertà. Altezza come scelta di una dimensione inesplorata, rispetto alla quale i piedi non restano ancorati a terra, ma scelgono di librarsi con creatività e fantasia. Dagli “angeli” – i trampolieri che si affidano al precario equilibrio di uno slancio verticale – al murale volante che ha riempito il cielo collinare di Castelvetro, con un’installazione alta 15 metri che si è erta nell’etere attraverso la guida di una piccola mongolfiera.
«Questo murale riporta frasi scritte dai bambini – ha proseguito Mezzacqui – è il modo che abbiamo scelto per dare loro libertà di pensiero ed esplicitarlo attraverso la possibilità di librarsi in cielo; questo perché il mondo dell’infanzia è quello su cui vorremmo lavorare di più, in quanto si tratta di anni in cui c’è ancora tanto spazio per la creatività». Focus sui bambini anche da parte degli espositori più sensibili che hanno allestito, a fianco della propria bancarella, un piccolo tavolo creativo per disegnare, colorare e partecipare a laboratori di creazione del “barattolo della calma”, un metodo di rilassamento infantile frutto della pedagogia montessoriana.

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