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Modenesi blindati in albergo al ritorno da Cardiff

Modenesi blindati in albergo al ritorno da Cardiff

I tifosi bloccati nella capitale britannica fino alla tarda mattinata di ieri: «Notizie frammentarie e tanta paura»

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MODENA. Ancora terrore, ancora morte in quello che doveva essere, per molti, un fine settimana nel segno dello sport e del divertimento. L’attacco terroristico nel cuore di Londra e i drammatici fatti di Torino, nella piazza San Carlo stipata di migliaia di tifosi per la finale di Champions, hanno coinvolto anche tanti modenesi, per fortuna, solo spettatori, per quanto sgomenti, dell’accaduto.
A cominciare da due amici trentenni, tifosissimi della Juventus, che nei giorni scorsi avevano raggiunto Cardiff decidendo di tenere come punto fisso del loro viaggio proprio Londra. E a Londra, dopo la partita, erano tornati in treno per dormire e recarsi poi, ieri mattina, in aeroporto per il rientro.
«Quando siamo arrivati in albergo - hanno fatto sapere - ci hanno sommariamente spiegato quanto era accaduto e ci hanno ordinato di non muoverci dalle nostre stanze». E lì infatti i duesono rimasti, praticamente blindati, fino alla tarda mattinata di ieri quando hanno potuto riprendere la via dell’aeroporto. «Certo - hanno aggiunto - un po’ di paura l’abbiamo avuta anche perché non ci rendevamo bene conto di cosa stesse accadendo. Tra l’altro, proprio nelle stesso ore, tramite telefono, avevamo saputo dei fatti di Torino essendo in contatto con alcuni altri amici che avevano raggiunto il capoluogo piemontese per assistere alla partita davanti al maxi schermo».
Un’altra modenese, Elisabetta Perdomi, attualmente residente a Milano, ma che ieri mattina si trovava a Londra, diretta pure lei all’aeroporto per fare rientro in Italia, ha postato il suo senso di paura e disagio dopo l’attacco al London Bridge. «Questa mattina - ha scritto - mentre dal centro di Londra mi recavo all’aeroporto per tornare a casa ho incrociato tante donne con il velo. Di solito non mi interessa come si vestono gli altri ma questa mattina non ho potuto non farci caso...».
Intanto arrivano anche le reazioni sul fronte politico. A cominciare da quella del presidente della Regione Stefano Bonaccini. «Un altro attacco vile e crudele, in nome di un terrorismo cieco di fronte al quale il nostro Paese, l'Europa e l'intera comunità internazionale riaffermano un no secco, per una violenza che non prevarrà mai rispetto ai principi della democrazia e ai valori della convivenza civile» - scrive Bonaccini. «L'Emilia-Romagna e tutta la comunità regionale si stringono alle autorità e al popolo del Regno Unito cui esprimiamo vicinanza e solidarietà, il profondo cordoglio per le vittime e l'augurio che i feriti possano rimettersi al più presto». Valentina Mazzacurati, coordinatrice provinciale di Forza Italia Giovani, si interroga invece sul rischio terrorismo in considerazione del grande concerto del primo luglio di Vasco Rossi che porterà a Modena 220mila persone. Dopo aver stigmatizzato «modelli di tolleranza e lassismo che hanno dimostrato di essere fallimentari» la Mazzacurati si chiede se si stia facendo abbastanza «per arginare il rischio terrorismo anche nella nostra provincia? Londra - prosegue - è finita nuovamente sotto attacco e ancora una volta l'imprevedibile ha avuto la meglio sui controlli serrati. Tra meno di un mese oltre 200mila persone invaderanno Modena per il concerto Modena Park di Vasco Rossi: siamo sicuri che non si scatenerà il panico come accaduto a Torino sabato sera? L'attenzione deve essere massima».

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