Sogno di mezza estate nella notte dell’assurdo
di Martina Stocco
Tutto esaurito al chiaro di luna per la rappresentazione teatrale nel bosco Giocolieri, artisti, bancarelle e hobbisti nelle strade gremite del borgo
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CASTELVETRO. Il bosco è un luogo fatato, pieno di mistero. Diversi racconti l’hanno presentato in questo modo. Primo fra tanti sicuramente il bosco descritto da William Shakespeare in “Sogno di una notte di mezza estate”. Proprio sabato notte, in occasione del Mercurdo, il mercato dell’assurdo, gli attori della compagnia teatrale dell’Auriga hanno permesso alle centinaia di persone presenti di compiere un viaggio, nello spazio e nel tempo. È stata, infatti, messa in scena “Un’assurda notte di mezza estate” e il borgo antico di Castelvetro si è trasformato in un istante nella capitale ellenica, Atene. La rappresentazione, assurda sì, ma altrettanto divertente è stata realizzata nelle vicinanze del torrente Guerro. Ma, l’appuntamento col teatro era l’ultimo di un cartellone ricco di proposte… Assurde. Giocolieri, artisti di strada, mimi e hobbisti con le loro creazioni artigianali, hanno reso ancora più magica l’atmosfera del Mercurdo, attraendo anche per quest’edizione tantissimi visitatori. Tra gli hobbisti c’era Oreste, di Rimini, che con libellule realizzate in legno di rovere crea dei giochi d’equilibrio. Accanto a lui un altro artigiano che utilizza il legno grezzo per costruire oggetti d’arte. «Campagna, orto e laboratorio sono alla base dei nostri prodotti», ha detto Francesco, che insieme ad Anna conduce l’attività “Nidoramo” ad Urbino. «I giochi in legno che proponiamo sono ripresi dalla tradizione - ha rimarcato il giovane - e personalizzati col nostro stile. Ce n’è per tutte le età, non solo per i più piccoli». E per grandi e piccini era anche la rappresentazione cinematografica realizzata in un luogo piuttosto insolito: una Fiat 500. «“Nuovo cinema 500” è un progetto di cinematografia urbana», ha detto Diana Ciufo del collettivo “Full of beans”, alla base del progetto stesso. «Il nostro obiettivo - ha ripreso la ragazza di Latina - è mostrare a più persone possibili un cortometraggio d’autore. La 500 è stata scelta perché tutti noi abbiamo un ricordo legato a questa macchina e ai bambini piace molto perché richiama il personaggio Luigi del cartone animato “Cars”». E dal cinema si è poi passati al teatro. Infatti, dopo aver passato al vaglio le curiosità delle bancherelle dislocate tra ciottoli e mura antiche, il ritrovo, per gli appassionati di teatro, era sotto la Torre dell’Orologio, che illuminata a festa rendeva il borgo ancora più suggestivo. La destinazione? Il bosco, o ciò che di più simile si può trovare nella verde cornice del comune che ha ospitato il Mercurdo. Da piazza Roma si sono, dunque, messe in marcia moltissime persone. Ad accompagnare le centinaia di spettatori, incuriositi dalla rivisitazione della commedia shakespeariana, c’era il cielo stellato e tutti i suoni del bosco: grilli e cicale, uccelli notturni e il forte gracchiare delle rane. Ad illuminare il palcoscenico naturale c’era solo la luce bianca della Luna, che splendeva accanto a Giove. In prossimità del corso d’acqua gli spettatori si sono seduti sull’erba e dai cespugli sono sbucati fuori, come folletti, gli attori. Ermia e Demetrio, protagonisti della commedia, non sarebbero convolati a nozze, ma un altro amore, in “Una notte di mezza estate”, sarebbe nato.
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