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«Sono fuggito dalla Libia per salvarmi»

«Sono fuggito dalla Libia per salvarmi»

Durante la messa entrano alla spicciolata alcuni giovani africani. Si sistemano tra i banchi e pregano con gli altri cercando di seguire il rito. Altri restano seduti sulle panchine del parchetto di...

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Durante la messa entrano alla spicciolata alcuni giovani africani. Si sistemano tra i banchi e pregano con gli altri cercando di seguire il rito. Altri restano seduti sulle panchine del parchetto di via Milano che dà proprio di fronte alla scuola diocesana riparta per loro. Sono tutti giovani. Alcuni vengono dalla Nigeria, altri sono francofoni e dicono di venire dal Mali e dalla Costa d’Avorio.
Parlano poco volentieri. Sono diffidenti e timorosi di dire la parola sbagliata. Non conoscono l’italiano e i francofoni non parlano inglese.
Spiega pacatamente James, nigeriano: «Qui alla scuola ci troviamo bene. Sono arrivato in Italia due settimane fa dopo un lungo viaggio dalla Nigeria alla Libia. Pensavo di poter lavorare in Libia e invece mi sono trovato in una situazione di pericolo tale che sono dovuto fuggire. Per salvarmi sono scappato su un barcone e sono venuto in Italia. Non so se resterò qui o proseguirò per un altro paese».

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