Gazzetta di Modena

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«Il nostro Refettorio la risposta al terrorismo» 

di Maria Vittoria Melchioni
«Il nostro Refettorio la risposta al terrorismo» 

Chef Bottura con “Food for Soul” ha aperto la struttura da 2mila pasti al giorno «Non è soltanto beneficenza: aiutiamo queste persone a ritrovare la dignità»

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LONDRA
Londra ha appena vissuto il suo peggior week-end, ma lo spirito solidale che anima Massimo Bottura non è stato intimorito per nulla e ieri, come da programma, ha aperto il suo Refettorio Felix at St.Cuthbert's, profetto della fondazione “Food for Soul”.
Un vero happening a cui hanno partecipato Richard Parker (presidente di St Cuthbert’s), Justin Byam Shaw (presidente di The Felix Project), Grace Dent, Tom Parker Bowles (figlio della Duchessa di Cornovaglia Camilla e Direttore Creativo di London Food Month), l'architetto Charles Wainwright e Ilse Crawford, responsabile del design. Alle cinque in punto i volontari hanno distribuito agli ospiti dell'opening gelato al gusto di tè e biscotti realizzato con macchinari Carpigiani (partner del progetto Refettorio) e un "Coffeetail" cocktail a base di caffè Lavazza e sciroppo di ciliegie. Non sono mancate le bollicine italiane e le scaglie di parmigiano.
Situato vicino alla chiesa di St.Cuthbert's nel quartiere di Earl Court nei locali dello storico centro di accoglienza che per 25 anni si è preso cura dei bisognosi.
«Quando io e Justin siamo entrati qui per la prima volta - ha raccontato Massimo Bottura - i locali erano quasi fatiscenti e guardateli adesso (accompagnando queste parole con un gesto delle braccia come a voler mostrare ai suoi interlocutori la magnificenza dei lavori svolti). Per noi chef il Refettorio è un progetto culturale che punta a recuperare il cibo e recuperare le persone ridando dignità sia agli avanzi, sia agli individui».
Per questa prima giornata londinese, Bottura si è avvalso niente meno della presenza di Alain Ducasse che con il suo staff si è messo subito in cucina a preparare il pasto per i primi "ospiti bisognosi".
«Tengo a sottolineare che non si fa mera beneficenza- ha ribadito Bottura - ma molto di più perché vogliamo andare a recuperare ciò che queste persone hanno perso e cioè la dignità. In un momento in cui tutti costruiscono muri, noi li vogliamo abbattere e il Refettorio è un progetto di inclusione non di segregazione o di esclusione».
L’atmosfera di speranza che si respirava al “Felix” non è riuscita a cancellare il dolore per gli attentati. «É stato un week end a dir poco orribile quello appena trascorso, ma non dobbiamo dimenticarci che siamo una sola comunità e l'apertura del Refettorio Felix é l'occasione giusta per ricordarcelo» ha dichiarato Tom Parker Bowles che con il suo London Food Month (festival dedicato al cibo che si terrà a Perk Field vicino ai giardini di Kensington) é partner del progetto "refettorio" nella raccolta di cibo da riciclare. La vita del refettorio inizierà tutte le mattine alle 8.30 quando un camioncino di "The Felix Project" consegnerà il cibo raccolto da supermaket e negozi. Ogni giorno le consegne saranno ovviamente differenti e la creatività degli chef sarà così stimolata a creare nuovi piatti con gli ingredienti ordinari che si troveranno davanti. La previsione è quella di servire più di 2000 pasti al giorno. «Il concetto di "avanzo" o di cibo da gettare deve cambiare - ha continuato Bottura - con il pane raffermo si possono fare ottime ricette così come la frutta molto matura. Bisogna solo imparare a guardare il cibo da un'altra prospettiva, da un'altra angolazione e scoprirne nuovi aspetti. Dobbiamo anche trasferire le nostre conoscenze ai volontari ed insegnare loro le nostre tecniche in modo che poi siano in grado di preparare da soli i pasti per le persone bisognose». Il rinnovo dei locali è stato progettato da Charles Wainwright di Dust Architecture con la supervisione di Isle Crawford, designer di Bermondsey. Il refettorio ha preso il nome Felix in onore di Felix Byam Shaw, ispiratore del progetto di beneficenza e ha l'ambizione di diventare un punto fisso per la comunità della zona di Earl's Court (e non solo) per molti, molti anni. «La cosa divertente é che già oggi con il primo servizio, abbiamo ricevuto delle critiche sulla cottura della pasta - ha concluso in modo ironico Massimo Bottura - ma è proprio questo che vogliamo: stimolare i sensi delle persone, stimolare il loro senso critico e la loro mente in un luogo pieno di design e tecnologia, con un senso etico del cibo».

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