Io lavoro/ A Modena Mutina Crossfit da un’officina alla... palestra
Così è nata Mutina Crossfit: la decisione di tre amici che hanno rischiato per la loro passione
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MODENA. Passione per l’attività fisica, per l’insegnamento e tanta voglia di mettersi in gioco. Mischiando questi ingredienti è nata Mutina Crossfit, l’attività di Luca Bergantino, Luca Fontana e Daniele Cibin. Si sono conosciuti per caso, e per caso hanno scoperto di avere un sogno in comune: quello di avere una propria palestra. Così hanno deciso di buttarsi in una nuova avventura. I ragazzi, di 35, 23 e 34 anni, hanno inaugurato lo spazio per la loro attività nell’ottobre dell’anno scorso. Quella che prima era un’officina metalmeccanica, oggi è una palestra di crossfit dalle pareti colme di murales.
Com’è nata questa idea?
Fontana: «Ho sempre lavorato in questo ambiente. Prima ero dipendente di una palestra classica, ma ho sempre avuto la voglia di fare qualcosa di mio. Ho conosciuto i miei soci in un’altra palestra, dove ho scoperto la passione per il crossfit. Anche loro avevano voglia di mettersi in proprio, ma mancava l’istruttore, quindi si sono rivolti a me».
Bergantino: «Per me è stato lo sviluppo di una passione che ho da quando avevo una ventina d’anni. Conoscendo il crossfit, è nata l’idea di costruire qualcosa insieme ad altre persone che coronasse questo sogno. Per me doveva comunque rimanere un aspetto ludico. Io infatti continuo a lavorare in un’azienda automotive».
Cibin: «Io e Bergantino ci allenavano insieme nella stessa palestra di crossfit. Una sera in spogliatoio gli ho buttato lì l’idea, facendo notare come quel posto fosse ancora l’unico a Modena e come fosse spesso pieno. Io ho sempre fatto il commerciale, gestivo una palestra in cui Fontana faceva il trainer. Allora ho lanciato l’idea anche a lui...».
Perché il crossfit?
Fontana: «In questa attività l’allenamento è diviso in classi ed è spesso a squadre. Si crea un concetto di comunità, un divertimento condiviso. Nella palestra normale il lavoro è molto più individuale. Inoltre il crossfit è completo: ginnastica, ma anche allenamento cardiovascolare, bici, vogatore e corsa».
Bergantino: «È divertente, intenso e ti fa scontrare sempre con i tuoi limiti ogni giorno. Non c’è mai una volta in cui la fai franca o in cui pensi che sia una passeggiata».
Cibin: «A differenza di molte alte attività il crossfit non ha mai lezioni uguali: è in continua evoluzione ed ogni volta c’è qualcosa da imparare. È questo che lo rende entusiasmante».
Di cosa vi occupate all’interno della palestra?
Fontana: «Faccio l’istruttore. È importante che le persone vengano seguite per evitare che sbaglino gli esercizi rischiando di farsi male. Per questo gli allenamenti sono su prenotazione: è difficile seguire più di 10-15 persone alla volta».
Bergantino: «Sono presidente dell’associazione. Mi sono occupato della parte di montaggio e tutta la parte burocratica relativa alle varie messe a norma. Ora seguo la parte amministrativa».
Cibin: «Io seguo la parte del marketing. Mi occupo degli eventi dei social media, dell’app e degli abbonamenti. Seppur giovane, l’attività va bene...».
Il vostro segreto?
Bergantino: «Il seguito è buono. Il gruppo è in crescita, soprattutto grazie alla qualità dell’insegnamento proposto, delle classi e delle attività».
Cibin: «Siamo persone molto umane e sincere. Facciamo quel che facciamo perché ci mettiamo tanta passione. Siamo anche molto attenti. Sappiamo cosa fa piacere e cosa non fa piacere ai nostri soci. Direi poi che abbiamo una grande pazienza ed un modo di comunicare diretto e comprensibile. Stiamo vedendo che l’attività è sostenibile. Ora la cosa più importante è andare avanti e crescere ancora di più».
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