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Nell’inferno della piazza «Travolti dagli altri tifosi» 

di Alfonso Scibona
Nell’inferno della piazza «Travolti dagli altri tifosi» 

I racconti dei sassolesi coinvolti nel caos di Torino durante la finale di Champions «Schiacciato e calpestato tra le bottiglie di vetro». «Fuga mentre tutti urlavano»

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Momenti drammatici quelli vissuti da Luca Venturelli, 26enne sassolese, arrivato a Torino per assistere, con un cugino, alla finalissima di Champions League. C’era anche lui in piazza San Carlo e pure lui è rimasto ferito dai cocci di bottiglia seminati durante la fuga di massa.
«Quando c’è stato lo scoppio - dice Venturelli - abbiamo subito avvertito un’onda umana che ci investiva. Io sono caduto in mezzo ai cocci di bottiglia e sono stato calpestato. Un pezzo di vetro mi si è conficcato nella schiena, ma ho avuto anche altre ferite da taglio nel braccio e nella gamba sinistra. Appena divincolato dalle persone che mi erano cadute addosso mi sono avvicinato ad una delle ambulanze, ma stavano dando soccorso a persone più gravi ed allora ho deciso di recarmi all’ospedale delle Molinette dove sono stato suturato alla schiena, medicato e dimesso. È stata un’esperienza allucinante, con gente che urlava senza senso ed una grande paura. Non capivamo, tutti erano spaventati da qualcosa di cui non c’era alcuna certezza». Il riferimento ad un possibile attentato terroristico è evidente.
Con Venturelli c’era anche il cugino Luca Spano. «Non ho avuto danni gravi - aggiunge - se non quelli dovuti ad una piccola forma di soffocamento a causa della ressa che si era venuta a creare ed alla gente che cadeva addosso ai più deboli. Con il senno del poi, vorrei biasimare il comportamento degli organizzatori e delle forze dell’ordine: fuori obbligavano ad introdurre solo bottiglie di plastica senza tappo, ma dentro c’erano abusivi che vendevano bibite con le bottiglie di vetro, che poi finivano per terra, calpestate e addosso alla gente».
Un’altra giovane ferita è stata Alessia Romano, che non ha riportato particolari conseguenze tanto che ha deciso di farsi visitare in ospedale a Sassuolo, una volta tornata a casa. «Ho riportato una ferita lacero-contusa al ginocchio - racconta dopo aver sbollito paura e dolore - con un trauma da schiacciamento. La zona che avevamo scelto con il mio fidanzato, visto che siamo arrivati in piazza San Carlo verso le 15, era la più vicina allo schermo gigante. Al momento della prima ondata di persone che arrivavano impaurite, siamo riusciti ad evitare il peggio, anche se siamo caduti ed abbiamo rimediato qualche danno. Poi, tra le urla che giungevano dappertutto, siano riusciti a scappare dalla piazza e raggiungere la nostra auto. Viste le mie condizioni abbiamo deciso di rientrare e farmi visitare direttamente a Sassuolo».
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