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Seta, sciopero e adesioni al 90% 

Seta, sciopero e adesioni al 90% 

I sindacati parlano di successo anche se ammettono che la situazione è bloccata

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Terza giornata di sciopero da gennaio ed ennesimo picchetto davanti alla sede di modenese di Seta mentre il 90% degli autisti incrociava le braccia per tutta la giornata di ieri.
È questa l’istantanea di una giornata di lotta che vede il muro contro muro tra i dipendenti dell’azienda di trasporti pubblici e il management da una parte, e dall’altra il silenzio imbarazzato degli enti locali che toccano con mano lo scontento dei passeggeri per le stesse storture lamentate dai lavoratori.
I temi sono sempre quelli: autobus che prendono fuoco per i milioni di chilometri che hanno in pancia i motori, la poca sicurezza con i mezzi guidati da autisti obbligati a fare straordinari obbligatori per molti giorni alla settimana.
Il nocciolo della contesa a Modena (e solo a Modena) sta tutto qui, in una flotta di mezzi troppo vecchi (come ha riconosciuto anche la Regione e la stessa Seta, a denti stretti) e in un numero troppo ridotto di autisti. All’appello, secondo i sindacati che all’unanimità condividono valutazioni, metodi e obbiettivi della protesta, mancano almeno 30 guidatori ; per direttore e presidente invece quelli che ci sono anche troppi anche se il numero di ore di straordinario imposte in un anno arriva proprio all’equivalente delle trenta unità.
La catena di scioperi nasce da questo, con turni di servizio di 15 ore di cui 13 alla guida e da errori di valutazione dei dirigenti che seguono, dai tempi di percorrenza delle corse al numero di mezzi in servizio, la logica del risparmio “costi quel che costi”. Ma a chi toca pagare? (s.c.)

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