Spariscono gioielli: assolto dopo sette anni
Operaio estraneo al furto. A rubare i preziosi, per acquistare la droga, era stato il figlio della vittima
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A sette anni dai fatti un operaio di 37 anni è stato assolto dal Tribunale di Modena dall’imputazione di circonvenzione di incapace.
Non si tratta della solita vicenda di qualcuno che induce un anziano a formare il testamento in suo favore. Al contrario, questa volta la presunta vittima era un minorenne. Un quindicenne che dovendo spiegare alla madre perché non c’erano più i gioielli di famiglia – un furto da 18mila euro – ha raccontato di essere stato indotto a prenderli per aiutare un amico della sua compagnia in grave difficoltà finanziarie. Ed è proprio l’imputato assolto ieri quell’amico accusato di aver spinto il ragazzino a un furto in famiglia in realtà motivato da ben altra esigenza: procurarsi cocaina e hascisc.
Il caso risale all’autunno 2010. Una donna modenese si accorge che non ci sono più i preziosi nascosti nella camera da letto. Si tratta di oggetti di valore stimati durante il processo in 18mila euro. Inizia a chiedere in giro se qualcuno sa qualcosa. Capisce che il figlio quindicenne – uno studente di un istituto professionale di Modena – sa di più di ciò che racconta. Parla con lui e lo mette alle strette. Alla fine il ragazzo ammette di aver preso i gioielli. Li ha consegnati a un amico molto più grande di lui. E’ un giovane arrivato dal Lazio che fa l’operaio per una grossa ditta in città ma che da poco ha perso il lavoro. Deve pagare l’affitto ed è indietro con le bollette. Per questo, racconta il 15enne alla madre, gli ha chiesto se poteva dargli una mano: era disperato. La madre sporge denuncia e parte un’indagine. L’amico viene sentito dagli investigatori ma sostiene di non saperne niente. Si scopre che i gioielli sono stati venduti a un “compro oro” in centro a Modena a un prezzo stracciato rispetto al valore. Alla fine, viene rinviato a giudizio per circonvenzione di incapace.
Difeso dall’avvocato Gianfranco Balugani, è stato assolto anche se con formula dubitativa, alla fine di un processo complesso che ha portato alla luce una situazione molto diversa da quella prospetta all’inizio. Il quindicenne era in realtà un consumatore abituale di cocaina e hascisc. Proprio per la sua dipendenza è stato in comunità a San Patrignano dopo questi fatti. I gioielli sono stati venduti per pagare la droga. (c.g.)
Non si tratta della solita vicenda di qualcuno che induce un anziano a formare il testamento in suo favore. Al contrario, questa volta la presunta vittima era un minorenne. Un quindicenne che dovendo spiegare alla madre perché non c’erano più i gioielli di famiglia – un furto da 18mila euro – ha raccontato di essere stato indotto a prenderli per aiutare un amico della sua compagnia in grave difficoltà finanziarie. Ed è proprio l’imputato assolto ieri quell’amico accusato di aver spinto il ragazzino a un furto in famiglia in realtà motivato da ben altra esigenza: procurarsi cocaina e hascisc.
Il caso risale all’autunno 2010. Una donna modenese si accorge che non ci sono più i preziosi nascosti nella camera da letto. Si tratta di oggetti di valore stimati durante il processo in 18mila euro. Inizia a chiedere in giro se qualcuno sa qualcosa. Capisce che il figlio quindicenne – uno studente di un istituto professionale di Modena – sa di più di ciò che racconta. Parla con lui e lo mette alle strette. Alla fine il ragazzo ammette di aver preso i gioielli. Li ha consegnati a un amico molto più grande di lui. E’ un giovane arrivato dal Lazio che fa l’operaio per una grossa ditta in città ma che da poco ha perso il lavoro. Deve pagare l’affitto ed è indietro con le bollette. Per questo, racconta il 15enne alla madre, gli ha chiesto se poteva dargli una mano: era disperato. La madre sporge denuncia e parte un’indagine. L’amico viene sentito dagli investigatori ma sostiene di non saperne niente. Si scopre che i gioielli sono stati venduti a un “compro oro” in centro a Modena a un prezzo stracciato rispetto al valore. Alla fine, viene rinviato a giudizio per circonvenzione di incapace.
Difeso dall’avvocato Gianfranco Balugani, è stato assolto anche se con formula dubitativa, alla fine di un processo complesso che ha portato alla luce una situazione molto diversa da quella prospetta all’inizio. Il quindicenne era in realtà un consumatore abituale di cocaina e hascisc. Proprio per la sua dipendenza è stato in comunità a San Patrignano dopo questi fatti. I gioielli sono stati venduti per pagare la droga. (c.g.)
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