Tondi: «Qui ho trovato amici»
Il cardiologo colpito da soda caustica interviene in pubblico per elogiare l’Arma
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Ospite a sorpresa della Festa dei carabinieri di quest’anno è stato il dottor Stefano Tondi, il direttore della Cardiologia di Baggiovara purtroppo al centro di un terribile caso di cronaca: in novembre, davanti a casa sua, a Vignola, venne colpito al volto e agli occhi dalla soda caustica sparata da uno sconosciuto, un gesto che gli ha procurato gravissime lesioni. La soluzione del caso, ad opera dei carabinieri della Tenenza di Vignola e di tutto il comando provinciale, è stata l’occasione per Tondi per ricordare che i militari dell’Arma non sono solo investigatori o burocrati in divisa al servizio dell’ordine e della giustizia.
Tondi, sceso dal palco lentamente (fa ancora fatica a vedere), davanti al microfono ha pronunciato poche sentite parole: «Ho vissuto un’esperienza tragica - ha detto il cardiologo - ma ho potuto verificare l’enorme affetto delle persone per bene e soprattutto quanto l’Arma seguitato a lavorare al caso in modo straordinario in sinergia con la Procura».
«È stato di grande conforto per me in quei giorni avere i carabinieri come amici, soprattutto per come mi hanno sostenuto anche psicologicamente».
«Tra il mio lavoro e quello dei carabinieri ci sono delle similitudini, soprattutto l’aspetto umano e loro lo dimostrano ogni giorno».
Secondo il suo stile, Tondi ha evitato di parlare di tutto ciò che riguarda l’aspetto giudiziario della sua causa. Ha invece ricordato che per lui il recupero delle funzioni visive non è certo completo. «C’è ancora una lunga strada da fare anche se mi sto riprendendo - ha spiegato».
Poco dopo incontrando i giornalisti modenesi nella sua prima uscita ufficiale Tondi ha ribadito di aver accettato di parlare in pubblico solo per ricordare l’aspetto umano dell’Arma e l’importanza che ha avuto per lui nel momento più critico della sua vita.
Tondi, sceso dal palco lentamente (fa ancora fatica a vedere), davanti al microfono ha pronunciato poche sentite parole: «Ho vissuto un’esperienza tragica - ha detto il cardiologo - ma ho potuto verificare l’enorme affetto delle persone per bene e soprattutto quanto l’Arma seguitato a lavorare al caso in modo straordinario in sinergia con la Procura».
«È stato di grande conforto per me in quei giorni avere i carabinieri come amici, soprattutto per come mi hanno sostenuto anche psicologicamente».
«Tra il mio lavoro e quello dei carabinieri ci sono delle similitudini, soprattutto l’aspetto umano e loro lo dimostrano ogni giorno».
Secondo il suo stile, Tondi ha evitato di parlare di tutto ciò che riguarda l’aspetto giudiziario della sua causa. Ha invece ricordato che per lui il recupero delle funzioni visive non è certo completo. «C’è ancora una lunga strada da fare anche se mi sto riprendendo - ha spiegato».
Poco dopo incontrando i giornalisti modenesi nella sua prima uscita ufficiale Tondi ha ribadito di aver accettato di parlare in pubblico solo per ricordare l’aspetto umano dell’Arma e l’importanza che ha avuto per lui nel momento più critico della sua vita.
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