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Auto bruciate: la Procura indaga 

Auto bruciate: la Procura indaga 

Il rogo doloso che ha distrutto due mezzi forse riporta a tensioni coi servizi sociali

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Auto incendiate davanti ai Servizi Sociali del Comune di via Morandi: la Procura ha aperto un fascicolo per incendio doloso plurimo. Sulla vicenda indaga la Digos ma stando alle prime impressioni il gesto criminale non avrebbe alcuna matrice. Ci sono invece numerosi possibili moventi, tra i quali una forma di vendetta contro i Sevizi sociali.

Le auto erano ancora parcheggiate ieri mattina negli spazi davanti al Polo 2 dei Servizi Sociali, transennate dalla scritta che annuncia il sequestro giudiziario. È la scena del crimine divisa in due parti: da un lato una Panda dei Servizi Sociali e dall’altra un’auto gemella e vicino un’auto del Css (Consorzio solidarietà sociale) bruciata probabilmente solo perché vicina all’altra. L’obiettivo del piromane pare infatti proprio la distruzione delle due auto gemelle del Comune. In entrambi i casi, il liquido infiammabile pare essere stato sparso sul tetto. I mezzi sono rimasti completamente distrutti nella parte posteriore e anche i motori sono stati danneggiati. Il Comune ieri ha precisato che al Polo 2 dei Servizi Sociali non sono mai arrivati messaggi o telefonate minatorie tanto meno annunci minacciosi. Non si esclude insomma che il rogo sia stato causato da un’azione vandalica. In altre parole, nottetempo qualcuno si sarebbe divertito a dar fuoco ai mezzi comunali. Più probabile invece che il gesto sia da ricondurre alle attività dei Servizi Sociali e a qualche pesante malcontento da parte di qualcuno che ha avuto a che fare con i funzionari comunali.

Si indaga, come detto, anche su una eventuale azione politica, ad opera di qualche gruppo estremista (questo è il motivo per cui è intervenuta la Digos) ma pare che non ci sano elementi chiari in questa direzione. In ogni caso elemento importante saranno le immagini della telecamera. «Abbiamo fiducia nella Procura che conduce le indagini e non escludiamo nulla, nemmeno che possa trattarsi del gesto di uno squilibrato o di un atto di assurdo vandalismo che danneggia l'intera comunità, anche se sappiamo quanto sia delicato e complesso il lavoro degli operatori, sempre in prima linea ad affrontare le fragilità umane e le situazioni sociali più difficili», afferma l'assessora a Welfare e Coesione sociale Giuliana Urbelli.

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